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19 Novembre 2019
Ville&Casali
Caterina Stiffoni Storie in cucina
Idee Storie

Caterina Stiffoni: racconti di una gustosa passione

 

Caterina Stiffoni, interior designer e stylist per l’industria del mobile, Caterina Stiffoni svela la sua passione per la cucina attraverso storie, aneddoti e curiosità nel libro Storie in cucina e reso ancora più unico dalle belle fotografie realizzate da Gianni Berengo Gardin, suo marito. “Le storie raccolte in questo libro sono il risultato del mio personale percorso tra i fornelli fin dall’infanzia. Credo che la cucina sia il luogo della casa che colpisce di più la fantasia di un bambino, piena com’è di oggetti e ingredienti seducenti. Un laboratorio dove tutti i sensi vengono messi alla prova e dove il bambino può esprimere la propria creatività, specialmente se i grandi, da cui impara, gli permettono di lavorare in maniera spontanea, senza porre troppi limiti”, racconta Caterina Stiffoni, che risponde alle domande di Ville&Casali e presenta ai suoi lettori anche due inedite ricette natalizie.

Quando e come nasce l’idea di questo libro?

Storie in Cucina di Caterina StiffoniQuesto mio piccolo libro nasce da un progetto che avevo in mente da tempo. Non volevo un libro di ricette, ma la storia di un cibo. Poi ho pensato che poteva essere altrettanto noioso.
Forse doveva nascere da una situazione vissuta e così è stato.

Il suo rapporto con la cucina: ci può raccontare l’origine della sua passione?

Tutto nasce da una piccolissima Caterina, che s’incantava a guardare la nonna che si affaccendava in quella stanza delle meraviglie, piena di cose, dove c’era il fuoco, fascino incredibile per un bambino! Era, però, l’incanto della trasformazione delle materie prime che più mi attraeva: guardare come un pollo, una volta cotto diventava un’altra cosa, cambiava colore e poi come, tagliato, si divideva in porzioni. E poi la zia, la mamma e le donne di casa in generale, mi hanno insegnato come rapportarmi al cibo, con rispetto, con grazia e semplicità e senza mai dimenticare che vi sono persone che non hanno da mangiare.

Nel tempo si è sviluppata in me la curiosità di apprendere e mettere in pratica il mio “sapere”, costituito dalla mia raccolta di informazioni. Posseggo centinaia di libri di cucina, uniti alle tante cose che ho appreso nel lungo percorso della mia vita “in cucina”.

Quali sono le ricette che ama di più, e perché?

Ebbene, il mio cibo preferito è la pizza. Per me la pizza è “Il cibo”. Nasce come alimento povero, pane e pomodoro, per poi evolversi nel tempo con del formaggio meraviglioso come la mozzarella e con il profumo del basilico o dell’origano, l’olio d’oliva… ed è fatta. E’ la prima storia, tra quelle del mio libro, e l’ho dedicata ad un Profeta, solo lui poteva aver tracciato la via a tanta meraviglia, che oggi tutto il mondo riconosce e mangia.

Ricette e ricordi legati al cibo. Quali suggestioni le lasciano?

2Natale è la festa dei bambini. Babbo Natale porta i doni se sei stato buono, e solo i bambini sono buoni, pertanto per i grandi è un’altra cosa.
Ricordi? Per noi, a Venezia, il Natale era il 24 dicembre, la vigilia, quando si preparava il cenone, tutto a base di pesce. Il ricordo più suggestivo resta per me la preparazione delle granseole: sono dei grossi granchi rossi e per pulirli e togliere la bianca e gustosa polpa era movimentata tutta la famiglia. Un lavoro infinito… ma che bontà!

Il cibo della festa, secondo lei?

La festa è sempre importante, è bello festeggiare, perché è un modo per stare insieme. Preparare del cibo per una festa è un progetto, e questo per me è sempre stato un grande divertimento. Sedere poi a tavola tutti insieme a celebrare, ebbene: ritengo che questo cibo debba sempre avere un risvolto di sorpresa. Sembra incredibile – di solito non si sperimenta mai un nuovo cibo per un pranzo o una festa – invece in queste occasioni amo sperimentare sempre qualche cosa di nuovo, così diventa una sorpresa anche per me! Anch’io mi devo divertire!

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