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Interpretazioni artistiche di seconda mano

di Redazione Ville&Casali

1Un laboratorio che sembra frutto dell’opera certosina di un collezionista un po’ strambo. Ogni creazione invita alla scoperta e richiede un’analisi attenta, giocosa e minuziosa. L’arte di Matteo Ambu, artista cagliaritano appassionato di riciclo è una scoperta continua, quasi un gioco degli incastri.

Come in un sinuoso puzzle, coltelli, ciabatte, pezzetti di Lego e pupazzetti, coltellini, mestoli, temperamatite e telefoni sono ricomposti in opere uniche e affascinanti, resi uniformi dal colore, dalla filosofia dell’artista. Una passione, quella di Matteo, che nasce da lontano.

Infatti, dopo il liceo artistico, si dedica interamente alla sua passione, quelle delle arti pittoriche e del riciclo. Avverte l’estetica degli oggetti e raccoglie ogni cianfrusaglia la gente butta via.

2“Amici e parenti mi portano tutti i loro materiali di scarto”, racconta Matteo Ambu a Ville&Casali, “io poi li osservo con attenzione, come un compositore, e riesco a capire quali accordi si possono trovare tra un pettine sdentato e una bambola mozza”. Così, ecco che nasce una relazione tra pupazzetti, ruote dentate, specchi da borsetta, molle, viti e bottoni: l’infinitesimo ciarpame sempre ad un passo dal cassonetto. Matteo raccoglie tutto ciò che è spaiato, inutile, abbandonato. Nel novero dei reperti rianimati da Matteo Ambu non manca alcuna creatura industriale. Plastica o metallo, per il corpo di sculture che sono assemblaggi ma trovano compattezza e coesione sotto le tinte che coprono e ottundono ogni interstizio. “Definisco la mia arte re-coupage. Cioè un recupero creativo dello scarto. Gli oggetti vengono tutti rivestiti con smalti spray e fissati con viti e chiodi. Non ho mai idee pronte, decido di volta in volta come assemblare i materiali che ho a disposizione”, spiega Matteo. E allora, succede che nell’assunzione a materiale d’arte, gli oggetti cambiano di stato. Nella sapienza dell’autore nel saper calibrare spazio e pieno, trovino un’esatta collocazione. Matteo Ambu non modifica ciò che gli capita in mano. Forchette, bulloni, cerniere lampo, accendini scarichi mantengono la loro identità. Stretti assieme ai loro fratelli, assumono aspetto fantascientifico ma in fondo, a guardarli bene, rimangono elementi concreti e riconoscibili.

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