Il mondo di Maria Flora Monini

di Redazione Ville&Casali

Maria Flora Monini ricorda certi personaggi di Herman Hesse, per cui la vita è un avvicendarsi di “epoche”, in cui abbracciare esperienze e gusti diversi, per passare ogni volta a un’era nuova. La nipote di Zefferino Monini – fondatore, nel 1920, dello storico oleificio Monini – è oggi direttore del settore Comunicazione e Immagine dell’azienda umbra, che gestisce con il fratello Zefferino, omonimo del celebre nonno. E ha scelto di vivere con i suoi due figli a Eggi, frazione collinare di Spoleto con 700 abitanti.

Qui, a due passi dal suo stabilimento, su un appezzamento dello zio materno, l’imprenditrice ha costruito nel 1990 una villa bene integrata nella valle spoletana, su progetto dell’architetto Luigi Prestinenza. E’ una residenza che rispecchia spostamenti e trasformazioni. Ma anche i ritorni nella terra di famiglia. La casa, che si sviluppa su un livello (al piano ammezzato si trovano solo un salotto-soppalco e la camera padronale), asseconda il terrazzamento naturale e ha frontali in pietra locale recuperata dallo scasso del terreno.

Da ogni stanza si accede al giardino fitto di cipressi, ippocastani, ibiscus, rose e lillà, in cui svetta anche un cedro del Libano. Gli interni sono mossi e informali, e raccontano i molti viaggi della proprietaria, tra Tanzania, India, Kenya, Turchia, Siria e Messico. E parlano anche di un prestigioso traguardo della Fondazione Monini, di cui Maria Flora è presidente: l’acquisto dell’antico Palazzo Menotti a Spoleto e la sua trasformazione nel Centro di Documentazione del Festival dei Due Mondi, che quest’anno arriva alla sua 56ª edizione.

E alcuni degli arredi della sua casa giungono proprio dalle stanze del Maestro Gian Carlo Menotti, ideatore del Festival: come il divano e le sedie del grande living color verde malva e la panca dell’ingresso bordeaux. Il salotto in midollino con cuscini variopinti, racchiuso tra tendaggi di garza bianca, comprende amache intrecciate messicane, una stufa antica in cotto, lampadari in ferro battuto e lampade di Sharm El Sheik. Gli ambienti sono luoghi di affetti e contaminazione: il living con un mini biliardo newyorchese e tappeti di Turkmenistan e Persia, la cucina country con pareti verde mela, la camera da letto con un arazzo di Sofia. Le tappezzerie sono realizzate su misura da Italpoltrone.

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