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16 Dicembre 2019
Ville&Casali
Atmosfere rarefatte a Pietrasanta
Ristrutturazioni

Atmosfere rarefatte a Pietrasanta

Alcune case nascono da incontri felici. Si formano sulle commistioni, sulle affinità ricercate di tempi e di stili lontani. Sugli incroci dei gusti e le coabitazioni delle persone. Fanno venire in mente i giochi di pazienza, in cui gli spazi e gli oggetti si ritrovano e s’incastrano in una combinazione, alla fine, perfetta. Come in questo casale, che ha una superficie interna di circa 400 mq, di una giovane coppia che da Milano si è trasferita a Pietrasanta, la cittadina cult dell’entroterra di Forte dei Marmi, eletta a luogo d’adozione di numerosi artisti di fama internazionale, come Fernando Botero e Igor Mitoraj.

Situato accanto ad un torrente in una posizione incantevole, è stato ideato dall’architetto e interior designer fiorentino, Antonio Lionetti, portavoce di uno stile country chic che ha permeato gli ambienti di numerose abitazioni in campagna. L’edificio si sviluppa su tre livelli in mezzo ad un lussureggiante giardino delimitato da un affascinante muro di cinta. “I miei allestimenti partono dall’analisi del genius loci e cercano continuità con il paesaggio, tenendo conto della personalità di chi li abiterà. C’è sempre un fil rouge concettuale, non necessariamente esplicitato ma presente, che dà un senso a ogni particolare“, spiega Lionetti, che ha curato e arredato ogni dettaglio del restauro di questa dimora toscana.

I mobili di recupero, in parte francesi, in parte toscani, il pavimento in cotto antico, l’utilizzo di stoffe di lino e cotoni pesanti, gli infissi costruiti artigianalmente, così come le porte riescono ad infondere un senso di vissuto e sobrietà sorprendenti perchè tutto sembra essere stato sempre così, per merito dell’intervento di Antonio Lionetti. L’utilizzo di materiali preziosi gioca poi un ruolo importante, creando gli sfondi ideali per mettere in risalto tavoli, luci, poltrone e divani.

Ogni ambiente è una scatola magica, studiata per valorizzare mobili e complementi. “Durante i lavori di restauro ho recuperato tutto ciò che c’era di bello“, dice ancora l’interior designer. Ora la dimora è un atelier di interior design in cui la zona giorno e notte fluiscono armoniosamente l’una nell’altra senza soluzione di continuità: “Tutto è in divenire, nulla è destinato a restare per sempre“. In particolare, la zona giorno si apre su di un grande porticato che si affaccia sulla piscina, mentre i bellissimi bagni sono caratterizzati dalle docce costruite in muratura, come se fossero delle garitte, e hanno i pavimenti con piastrelle di foggia ottocentesca.

In questa abitazione la gamma cromatica si sviluppa attraverso le tonalità grezze, i grigi, gli ecrù dall’aspetto vissuto ma insieme sofisticato. Sostituire un pezzo venduto non vuol dire riempire un vuoto, ma dare alla stanza un nuovo senso e un diverso significato. La sensazione del preesistente, di un accumulo di epoche, patine e vissuti, domina in tutti gli ambienti della casa. “Armonia, simmetria, atmosfera“, conclude Lionetti. “Quello che i miei clienti mi chiedono è di creare ambienti unici, avvolgenti, armoniosi, coniugati con le loro esigenze abitative, tagliati su misura come un vestito sartoriale“.

Testo di Aldo Mazzolani
foto di Corrado Bonomo

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