In armonia con la natura

di Redazione Ville&Casali

Sul fronte della residenza si trova la sorprendente piscina su tre livelli digradanti

Una villa nel sud della Sardegna in cui l’uso dei materiali più pregiati della tradizione locale e le ardite soluzioni architettoniche si fondono in un risultato di brillante creatività

Villa Lia, circondata da un parco di quasi un ettaro che, nel panorama della Sardegna meridionale, la rende rara e speciale per riservatezza ed esclusività, fa parte di un quieto complesso di ville sulla splendida spiaggia di Santa Margherita di Pula. Le caratteristiche del progetto ne fanno una brillante dimostrazione dell’arte con cui Mario Dal Molin, progettista milanese di nascita ma cresciuto a Cagliari, è capace di armonizzare eleganza classica e dinamismo contemporaneo, mettendoli in connessione attraverso una grande sensibilità che si concentra soprattutto sull’equilibrata relazione tra l’ambiente naturale e l’intervento architettonico costruito dall’uomo. Un’armonia, quella dei progetti dell’ingegnere Dal Molin, che deriva anche dalla profonda conoscenza delle materie e delle lavorazioni che appartengono alla tradizione dell’isola e che il progettista sa utilizzare con innovativa creatività.

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I divani, rivestiti in lino color écru, sono ravvivati da cuscini in tela verde salvia

Lo schema planimetrico di questa residenza ricorda i magici giochi di vasche “a cascata” caratteristici delle grotte carsiche. La simmetria centrale del corpo principale è ingegnosamente combinata con l’assialità delle verande e della tripla piscina, disegnata in modo da formare, insieme al solarium e alla scalinata che le costeggia, un sistema gradonato concentrico. Le facciate, nella più pura tradizione mediterranea, sono improntate a una rigorosa sobrietà, intonacate a calce e scandite da bucature regolari ad arco o rettangolari ravvivate da un accurato arredo vegetale realizzato con piante selezionate con cura per i colori vivaci delle fioriture, tra cui spiccano le macchie rosso magenta di rigogliose bouganville. La facciata della veranda che guarda a levante è visivamente rinforzata da un opus incertum, una tecnica edilizia risalente all’epoca romana che utilizza per il rivestimento di una parete pietre di misura diseguale dando come risultato un disegno irregolare, in questo caso realizzato in granito giallo San Giacomo, la stessa prestigiosa pietra locale utilizzata per le cornici delle portefinestre.

Gli interni rimandano l’immagine di un’eleganza naturale i cui tratti di raffinata semplicità costruiscono ambienti ariosi e protettivi. Le pareti imbiancate a calce, i pavimenti rivestiti in pietra color crema, i solai a vista in legno sbiancato e gli imbottiti di linea squadrata rivestiti in lino color écru e realizzati su misura dalle ditte sarde, che appartengono alla selezionata costellazione dei preziosi collaboratori dello studio Dal Molin, sono in delicato e raffinato equilibrio con i molteplici elementi d’arredo e decorativi di forma circolare, la pittorica vitalità dei fichi d’India messi a dimora in grandi cache-pot di terracotta smaltata e il grafico dinamismo dei lampadari in ferro battuto, che sembra riprodurre il movimento di un vortice di vento. I cuscini verde salvia, i tappeti in fibra di cocco naturale e sisal e le appliques in ferro battuto e cotto invetriato si rispecchiano mutuamente in un sottile gioco di rimandi cromatici e formali. Il ricorrere delle forme circolari fra esterni e interni evoca i profili d’onda prodotti dalle gocce di pioggia su uno specchio d’acqua, conferendo forma architettonica alla rilassante sonorità di una sorgente.

Articolo pubblicato sullo Speciale Architetti 2021

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