Il progetto di design per una villa in Sicilia

di Redazione Ville&Casali

Una casa vera dovrebbe riflettere la personalità di chi la abita. La villa di Massimiliano, vicino a Modica, è una di queste. Un luogo dove ogni particolare mette in luce il carattere unico del suo proprietario e tutte le sue esperienze. Massimiliano Saccarelli, 48 anni, leadership ed excutive coach, dice mentre sta seduto nella cucina della sua casa di campagna siciliana:

Quando sto qui, mi sento bene

È appena arrivato da Parigi, dove vive e lavora. Le finestre della cucina e della porta sono aperte. Una leggera brezza trasporta il profumo dell’aria di mare salata e inumidisce il terreno e racconta a Ville&Casali:

È ciò che mi manca di più quando non sono qui, il profumo e la luce.

Un viaggiatore abituale, che conosce bene il detto “la casa è dove poggio il mio cappello”, Massimiliano non ha abitato solo a Parigi, ma anche a Londra, Roma e Singapore. E poi aggiunge:

Poiché il mio lavoro mi impone di vivere nelle grandi città, è giunto il momento in cui ho sentito il bisogno di stare in campagna. Un luogo con alberi e ortaggi.

Curiosamente è stata la crisi finanziaria che lo ha spinto a soddisfare subito questo bisogno. Nel 2006, Massimiliano insieme a due amici aveva sviluppato un piano di acquisto e ristrutturazione di 10 dimore da vendere a europei del Nord per le loro vacanze estive.

L’idea era di fare qualcosa insieme e di coltivare la nostra amicizia. Così abbiamo cercato case diroccate in campagna e case da ristrutturare in città, nell’isola più grande del Mediterraneo. Esistono molte case di campagna abbandonate in Sicilia. Ma poiché lo stile antico è così affascinante, è difficile aggiungere quel tocco di modernità che avevamo in mente.

Grazie alla passione per il design e alla crescente lettura di libri sulla materia, il progetto divenne qualcosa di più di una semplice iniziativa economica tra amici.

Nessuno di noi era un architetto, ma la comune passione per il design ci ha dato l’opportunità di mettere in pratica le nostre idee. Quando la crisi scoppiò, nel 2008, gli amici preferirono vendere la maggior parte delle proprietà, per lo più ancora senza interventi.

Così la società fu sciolta. E Massimiliano spiega:

Avevamo iniziato a ricostruire questa casa ma non l’avevamo finita. Avendo investito tanto tempo non sembrava corretto venderla senza averla completata.

Quindi rilevò la parte dei suoi amici e la completò. Ora aggiunge:

Ricordo che avevo trascorso un mese a visitare la Sicilia dieci anni prima. Nato nel Nord Italia, volevo conoscere quest’isola. Me ne innamorai subito e decisi che un giorno, se ne avessi avuto la possibilità, avrei acquistato una proprietà. E così è stato.

I due ettari di terra acquistata comprendono una collina che si erge a 500 metri sul livello del mare.

Esistevano due immobili, quello in cui vivo io e un annesso, una cucina, un letto e una stanza per la mucca. Un posto inabitato per 40 anni.

Nella ristrutturazione Massimiliano si è ispirato a luoghi frequentati nei suoi lunghi viaggi, in particolare in Asia.

Ho trascorso molto tempo a pensare alla mia casa ideale e in questa ricerca l’architetto giapponese Tadao Ando e il grande architetto americano Frank Lloyd Wright sono stati una grande fonte di ispirazione. Ho tratto alcune idee, come quella dei grandi spazi, per evitare rettangoli e angoli.

La sua passione per la semplicità è evidente nella scarsa presenza di mobili.

Non voglio possedere mobili che non amo semplicemente perché ho bisogno di uno spazio per conservare le cose. Per ridurre al minimo gli armadi ho destinato degli spazi a magazzino.

– spiega Massimiliano. Ma l’influenza giapponese non finisce qui. Il bagno è disposto in modo che qualsiasi giapponese si troverebbe a suo agio. Il percorso segue il tradizionale rituale che finisce nella vasca da bagno. Come la cucina, ha una finestra rivolta a ovest per ammirare le ombre mozzafiato del tramonto, sia se stai lavando i piatti o il tuo corpo. Massimiliano, che chiaramente ha seguito ogni dettaglio del progetto di costruzione con estrema cura, spiega:

Capisco cosa pensano i giapponesi sul loro rapporto con la natura quando costruiscono un immobile. Ho lavorato con gli artigiani locali e ho utilizzato molti materiali siciliani, come i pavimenti antichi in pietra pece acquistati da un’altra casa, in cui i proprietari nel ristrutturarla se ne sono sbarazzati.

E tuttavia mentre non ha avuto paura di guardare all’altra parte del mondo per trarre ispirazione, non ha trascurato il territorio. L’importante legame con la natura si sviluppa attraverso i terrazzi che circondano la casa e in quello superiore, che Massimiliano usa come ritiro per i clienti che guida come coacher.

Quando pensi alla Sicilia pensi al caldo eccessivo. Ma in verità i venti possono essere molto forti qui, pertanto è importante avere uno spazio esterno protetto. Inoltre, qui le porte possono restare aperte tutto il giorno al contrario di quando abiti in città e i confini appaiono indeterminati

– dice Massimiliano mentre parla della possibilità di uscire e raccogliere direttamente la frutta per la colazione. La campagna siciliana lo ha davvero conquistato. Lo ha trasformato in un cittadino e un ragazzo di campagna.

Sto sperimentando una nuova dimensione della campagna. Prima ero un appassionato, oggi vedo come crescono i frutti. Sto perfino imparando il giardinaggio, seguo la frutta e l’orto e l’anno scorso ho realizzato i miei primi cinque litri di olio di oliva dai miei alberi. Si tratta di una nuova esperienza e sono sorpreso di pensare ora al tempo in funzione del beneficio che può avere per le piante.

Ci sono voluti quattro paesi e ventuno case per spingere Massimiliano a maneggiare un martello, conficcare un chiodo al muro e appendere il suo cappello, ma tutte le esperienze sono servite per realizzare questa dimora. Un luogo dove divani e specchi francesi si fondono senza fatica con l’artigianato italiano e le filosofie di design giapponese. Un sito dove interno ed esterno sono sinergici. O, per usare le parole di Massimiliano, “un posto dove puoi trovarti in contatto con te stesso”.

Di Chantal Hintze

 

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