Ravenna: arte contemporanea e design ospiti di Palazzo Rasponi dalle Teste

L‘antologica dedicata al lavoro dell’artista e designer trasforma gli ambienti del piano nobile di Palazzo Rasponi dalle Teste. Una mostra a Ravenna che unisce creatività e architettura storica.
L’architettura barocca del centro di Ravenna si trasforma nel palcoscenico per una ricerca artistica capace di intrecciare poesia, ironia e cultura del progetto. Fino al 10 gennaio 2027, le sale storiche di Palazzo Rasponi dalle Teste ospitano una straordinaria mostra a Ravenna intitolata “Cosa vuoi fare da piccolo?” dedicata all’opera di Marcantonio. L’esposizione, curata da Paride Vitale e Nicolas Ballario, propone un’occasione unica per attraversare le magnifiche stanze del palazzo nobiliare cinquecentesco, riscoprendo stucchi, affreschi d’epoca e scaloni monumentali attraverso la lente dell’immaginario contemporaneo.
Questa mostra a Ravenna rappresenta un ritorno emblematico nella città dove l’autore si è formato, prima di intraprendere una carriera riconosciuta a livello internazionale nel settore dell’arredo e delle arti visive. Promossa dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Ravenna, dal MAR e dall’Accademia di Belle Arti Statale, l’iniziativa dimostra come la creatività attuale possa rileggere l’eredità storica dei palazzi nobiliari, offrendo al visitatore uno sguardo del tutto inedito sugli ambienti di valore monumentale.
Il dialogo tra architettura barocca e installazioni d’autore

Lo sviluppo del percorso espositivo si articola su circa quattrocento metri quadrati tra il piano nobile, i ballatoi e gli spazi di passaggio dell’edificio. In questo contesto decorativo ricco di fascino, le sculture e gli oggetti d’arredo creati da Marcantonio si inseriscono come presenze inattese, instaurando un dialogo fecondo tra la memoria aristocratica delle sale e una narrazione espressiva d’avanguardia. Pezzi unici e prodotti realizzati in serie abitano gli ambienti senza distinzione di gerarchia, invitando chi cammina a osservare la struttura architettonica da punti di vista inaspettati.
Come spiegano i curatori Paride Vitale e Nicolas Ballario, l’obiettivo dell’allestimento è stato quello di raccontare un autore caratterizzato da un approccio al confine tra le discipline, lasciando che i suoi lavori abitassero le stanze come ospiti inattesi. Da questo accostamento emerge il ritratto di una ricerca coerente e al tempo stesso imprevedibile, capace di innescare domande profonde e sollecitare il senso di meraviglia di chi osserva.
Un viaggio tra le opere: dalla forza della natura al valore del gioco

L’esposizione rifiuta la rigidità dell’ordine cronologico per sviluppare un percorso fluido che intreccia i temi cari all’autore. Si parte dall’ispirazione legata alla curiosità dell’infanzia con lavori come Bimbo con grillo, Before the beginning e To belong to, per poi esplorare la continuità profonda tra corpo umano ed elemento vegetale che caratterizza sculture quali Cuore con ninfea, Cuore con orchidea, Awakening e Philos Phos.
Negli spazi del palazzo la natura si ripropone con vigorosa presenza in opere come Anemos, Sedia con germoglio e nel monumentale Bucaneve, installazione che sembra rompere la superficie della pavimentazione per germogliare al centro della stanza. Il registro visivo si fa spiazzante quando il regno animale entra nelle geometrie domestiche, come avviene in Gorilla su cattedra e The door was open…, fino ad arrivare alla rilettura del sacro proposta in Amen e nella delicata Pietà, intima rappresentazione di cura reciproca tra un piccolo roditore e un volatile.
Il legame con la città e il dialogo con la produzione industriale

L’emozione di ritornare nei luoghi della prima formazione rappresenta per l’artista un elemento centrale di questa tappa espositiva. Marcantonio sottolinea infatti come l’ispirazione nasca dalla volontà di osservare da un’angolazione diversa ciò che appartiene al quotidiano e alla funzionalità degli arredi. Vedere le proprie figure animali, le forme anatomiche e le sculture vegetali all’interno di un palazzo così denso di storia costituisce un momento di forte continuità con il proprio percorso professionale e personale.
Un capitolo fondamentale del percorso è dedicato alle collaborazioni con le grandi aziende del settore che hanno saputo tradurre questa visione espressiva nella produzione di serie. Marchi di rilievo quali Seletti, Qeeboo, Giorgio Armani, MOGG, Natuzzi, Slide, Karman, Opinion Ciatti, Osmotica, Scapin e Ideal Standard testimoniano la capacità del designer di portare la dimensione della meraviglia all’interno degli oggetti d’uso quotidiano. Un’opportunità imperdibile per visitare una mostra a Ravenna che celebra l’incontro perfetto tra arte, manifattura e architettura storica.
© Riproduzione riservata.






