“Mal”di Lucca

di Maria Paola Gianni

C’è il “mal d’Africa”, ma anche il “mal di Lucca”. Per lo meno stando ai commenti dei tanti visitatori.

Appena si conosce Lucca, ci si innamora della prestigiosa cittadina toscana e prima o poi ci si torna.

Magari anche acquistando una casa o una villa.

Come è accaduto a una coppia di tedeschi facoltosi che, dopo aver girato in lungo e in largo il top della Toscana a cinque stelle, da Siena a Firenze, il settimo anno ha passato un’estate a Lucca e se n’è talmente innamorata da comperare la meravigliosa Villa Santo Stefano, ex-Bertolli, sulla collina, una delle più belle della Lucchesia.

Oltre all’immobile i due hanno anche investito nell’attività agricola, producendo eccellenti vini e un meraviglioso olio extravergine di oliva di altissima qualità.

[penci_blockquote style=”style-2″ align=”none” author=”Giorgio Bartoli, presidente della Camera di Commercio di Lucca”]Quando le persone raggiungono questa città, si sentono accolte dalla comunità lucchese, dal negoziante all’artigiano, dal ristoratore all’albergatore: è questo il nostro valore aggiunto. Ci si trova in una Lucca uguale a se stessa, com’era già dieci anni fa, e quindi non stravolta dagli eventi o dal turismo: i servizi sono sempre di alta qualità. Qui da noi è cresciuta enormemente l’offerta della ristorazione, senza perdere l’identità cittadina. Non a caso, Lucca continua a primeggiare nelle classifiche mondiali delle città che offrono la migliore qualità di vita. Il lucchese è sempre stato un grande conservatore negli usi e costumi; faccio un esempio: le antiche mura rinascimentali da noi sono rimaste integre, mentre a Bologna o a Firenze sono state demolite, lasciando solo le porte di accesso. E grazie alle scelte oculate delle nostre amministrazioni cittadine, questa è una città per gli animali, per i bambini e per gli anziani. Qui si sta benissimo, quando arrivano miei clienti o amici e invito i loro bambini a muoversi indipendentemente con la bici, loro si sorprendono, ma questa è una città tranquilla e sicura. Per capirlo basta venirci anche un solo giorno.[/penci_blockquote]

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