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Il paradiso della buona cucina

di Alessandro Luongo

Langhe-Roero e Monferrato, da terre della “malora” a patrimonio dell’Umanità aperte a un turismo enogastronomico di nicchia ma di alta qualità

Fino a 20 – 25 anni fa questi posti erano conosciuti solo per “La malora” di Beppe Fenoglio, il romanzo pubblicato nel 1954 che raccontava della “malasorte” che colpiva una terra avara, abitata da persone prostrate dalla miseria e dalle ingiustizie. Un’opera che ha come protagonista la famiglia Braida, che vive nell’alta Langa, una zona collinare povera di vegetazione e di acqua, dove la terra non era fertile e il cibo era scarso. Eppure, proprio a quel mondo contadino si deve il “miracolo” avvenuto nelle Langhe-Roero nell’ultimo quarto di secolo.

Se l’Unesco, nel 2014 ha difatti riconosciuto l’eccezionale valore universale di questo paesaggio vitivinicolo come unico al mondo, si deve proprio al sapiente lavoro di generazioni di contadini che hanno saputo costruire e mantenere nel tempo un paesaggio di straordinaria bellezza e grandi tradizioni – spiega Elisabetta Grasso, direttore del Consorzio turistico Langhe Monferrato Roero – con un’elevata qualità della produzione di vini”…

Articolo pubblicato su Ville&Casali ottobre 2020

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