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Trulli ad Ostuni: ristrutturati e immersi tra gli ulivi

Arte, artigianato e tecnologia per ristrutturare un gruppo di trulli ad Ostuni.

Gli obiettivi del Bauhaus che hanno portato quasi un secolo fa alla nascita del design, come unione di tecnica ed arte, hanno ispirato l’atrulli ad ostunirchitetto Enrico Maria Cicchetti, con la collaborazione dell’ingegnere Francesco Palmisano, nella ristrutturazione ed ampliamento di un gruppo di trulli nella campagna di Ostuni.

Un’abitazione tra gli ulivi, acquistata da una famiglia romana, innamoratasi del luogo dopo avervi trascorso alcuni periodi di vacanza, è stata ristrutturata ed ampliata, ma soprattutto è stata completamente avvolta dalla natura.

Ho trapiantato 13 ulivi”, spiega l’architetto romano a Ville&Casali, “in modo che abbracciassero la costruzione”.

L’architetto Cicchetti e l’ingegnere Palmisano hanno recuperato quattro trulli e ne hanno realizzato uno nuovo, grazie al piano casa che ha permesso di accrescere la volumetria dell’edificio del 20 per cento.

Glass Cube per i trulli ad Ostuni

Ma l’idea più originale del progetto è senza dubbio la creazione di un nuovo volume, il “glass cube”, recuperando uno spazio anticamente adibito a garage, a una nuova funzione, quella di estendere la zona giorno.

 

Ho voluto evitare, però”, spiega l’architetto, “che la nuova superficie potesse sovrastare negativamente la struttura esistente, della quale volevo mantenere intatte la forma e l’equilibrio con lo spazio circostante, senza modificare l’armonia universale tra vuoto e pieno, tra materia ed aria che si è creata e consolidata nel tempo. Da qui l’idea di realizzare un volume completamente trasparente, il più possibile neutrale e lineare, composto da una serie di setti in cemento armato ruotati uno rispetto all’altro e con pareti verticali ed orizzontali in cristallo”.

Un ambiente che si è sviluppato partendo esattamente dal centro della sala dove un ulivo preesistente sottolinea l’importanza del contatto e la simbiosi con la natura circostante.

Un nuovo volume che esprime da un lato il suo organico completamento, dall’altro un “simbolo di contrasto”.

Un segno voluto ed accettato dai nuovi proprietari che rompe stilisticamente e visibilmente con il passato.

Un’opera che è stata realizzata con perizia dall’azienda IART di Tanzarella di Ostuni.

Interni tra l’arcaico e il moderno

La struttura è collegata tra i vari ambienti con muri in pietra naturale, che rendono fluidi gli spazi e i passaggi tra i diversi percorsi, stili, linguaggi, che collegano la zona giorno con la zona notte.

Tutte le superfici verticali interne di questi trulli ad Ostuni, comprese le coperture sono a faccia a vista, valorizzando sia la lavorazione che la “patina” che esprime la pietra del posto, accentuando un’atmosfera rupestre ed arcaica.

Tutto questo è stato possibile tramite un’accurata esportazione dell’intonaco preesistente (latte di calce) ed un’attenta lavorazione delle fughe, riempiendo gli interstizi con coccio pesto.

Contrasto che si ripete con le superfici orizzontali realizzate con malta cementizia. I muri esterni sono intonacati con latte di calce.

Nei trulli sono stati ricavati le camere da letto e i bagni, per un totale di 140 mq. con tutti i pavimenti in cocciopesto.

Le opere edili sono state realizzate dalla ditta Angelo Giannotti di Ostuni e la costruzione è stata completata in appena sei mesi.

Gli arredamenti e i complementi di arredo sono oggetti neutrali ed organici avendo usato e lavorato materiali del posto.

I mobili (tavoli, letti, schienali) sono stati disegnati dall’architetto Cicchetti e realizzati dalla ditta Iart.

Gli scuri di ferro si possono aprire ed appoggiare sulle pareti. Le sedie esterne sono di Kartell mentre l’illuminazione è firmata da Artemide.

Per il barbecue ed il forno all’esterno l’architetto si è recato alla cava di Montalbano a pochi chilometri da Ostuni. Da un blocco in pietra di 9 tonnellate, largo 1,5 metri e lungo 4 metri ha ricavato il barbecue scavandovi due buche, una per il fuoco e l’altra per lavare gli alimenti.

trulli ad ostuni

Il forno è invece un igloo, sempre in pietra, destinato a fare le pizze, ed appare ben nascosto nella fitta “giungla” di ulivi che avvolge i cinque trulli.

 

 

 

A cura di Enrico Morelli

Foto di Massimo Grassi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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