Design storico per arredare

di Redazione Ville&Casali

Un’anonima casa sulle colline piemontesi diventa una residenza accogliente e di carattere grazie al progetto di interior design dell’architetto Rino Cimmino 

Una casa a due piani costruita nel 1960, senza nessun elemento che la potesse qualificare o renderla accattivante. L’obiettivo del progetto di riqualificazione dell’architetto Rino Cimmino era dare personalità e carattere all’edificio senza stravolgerlo, rispondendo alle esigenze della committenza e creando un luogo nuovo dove la luce, l’arredo, i materiali si incontrano in uno spazio in collina, fatto per rilassarsi e vivere in sintonia con la natura.  L’edificio originario era inadatto al luogo, costruito solo per svolgere funzioni basilari, senza sognare una casa in cui gli elementi giocassero con gli spazi, creando un’atmosfera sobria ma accogliente. La prima cosa che il progettista Rino Cimmino ha fatto è stata sostituire la scala esterna e progettare una scala come elemento caratterizzante dell’edificio, che racchiudesse l’idea dell’uso di un materiale coerente con l’ambiente. Inoltre, Cimmino ha assecondato il desiderio del committente che voleva caratterizzare gli spazi attraverso alcuni emozionanti pezzi celebri del design storico. Nella luminosa cucina, collocata verso sud-est, una parete è stata attrezzata per rendere lo spazio funzionale. Al centro della stanza un vecchio tavolo con le sue sedie si contrappone all’elemento tecnico e moderno delle attrezzature. L’ingresso ampio si conclude in una zona  dedicata alla lettura, allestito con due iconiche poltrone in pelle nera LC1928 di Le Corbusier, un tavolino in cristallo disegnato da Eileen Gray nel 1927, elementi di arredo, legati all’epoca del Bauhaus. Completa lo spazio lettura una Toio, mitica lampada disegnata dai Fratelli Castiglioni nel 1962. Questo angolo si affaccia su una parete libreria passante che collega due spazi della casa. Il living, dedicato alla socialità, prevede due divani foderati e al centro un tavolino in cristallo, su cui primeggia il servizio da thè disegnato da W. Gropius. Lo spazio conversazione è illuminato dalla lampada Arco dei fratelli Castiglioni (1962). Nella camera da letto matrimoniale, una cabina armadio da cui si accede al bagno, realizzato in resina color grigio cemento e dotato di sauna. Tutte le porte sono state impreziosite dalle maniglia Lama disegnata da Gio Ponti nel 1956 per Olivari, in occasione della realizzazione del Grattacielo Pirelli. Per l’illuminazione generale sono stati usati alcuni esemplari di I Dioscuri prodotti da Artemide e disegnati da Michele De Lucchi, di varie dimensioni.

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