16 novembre 2018
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Alchimie urbane e mediterranee: quattro progetti con un tratto comune

Progetti di Mario Dal Molin

Cagliari è ormai una piccola città (meno di 160 mila abitanti all’ultimo censimento) eppure poche città di queste dimensioni possono dirsi città madri, metropoli, quanto il capoluogo sardo. Chiamata Karel al tempo dei Fenici e dei Cartaginesi, dotata di mura e forma urbana da oltre duemilacinquecento anni, ha una struttura insediativa articolata su quattro quartieri storici. La grande espansione sorta nel dopoguerra ha prodotto un continuum territoriale che quasi ne triplica gli abitanti, inglobando i centri che circondano il capoluogo, estendendosi rispettivamente a oriente e a occidente del centro principale.

Questi quattro progetti hanno come tratto comune l’alchimia: l’antica arte di combinare, dissolvere, condensare, purificare e trasmutare la materia.

Santa Margherita di Pula

Il primo dei quattro progetti è situato nei dintorni di Pula che della costa occidentale di Cagliari rappresenta il centro principale. La villa rappresenta un restyling di una grande dimora posta nella più antica delle lottizzazioni di Santa Margherita di Pula, antica borgata agricola che in cinquanta anni si è trasformata in centro turistico di rilevanza internazionale.

Il distributivo è incentrato su un’ampia area soggiorno con camino, conversazione e zona pranzo estesa all’esterno da un triplo loggiato che prospetta sul solarium con piscina. Il resto della casa si compone di una zona notte con tre bagni e quattro camere da letto e una zona servizi costituita da una grande cucina abitabile, un servizio destinato alla zona giorno, una camera da letto e un bagno destinati al personale di servizio, e una lavanderia.

Il grande giardino, reso fruibile da ben due accessi carrabili e due pedonali, beneficia, oltre che della piscina, di una zona barbecue, una zona bar protetta da un gazebo e tre appartate zone relax e conversazione protette dagli alberi e da una tensostruttura. L’apparato decorativo è quanto mai particolare. Fra i numerosi e ricercati dettagli che lo compongono vale senz’altro la pena di menzionare i globi in cristallo presenti nella cantina e nella zona conversazione che contengono le essenze tipiche della zona che oltre a profumare gli ambienti conferiscono loro uno scintillio magico, come fossero le ampolle del laboratorio di un alchimista.

Perfettamente in tema la quinta della zona pranzo, i cui elementi verticali assumono forme ondulate come le lingue di una fiamma e il tavolo e le sedie della serie collezione siderale disegnata da Samuele Mazza per Dolcefarniente. Gli esterni incarnano il massimo del piacere di vivere e sono focalizzati sulla piscina Biodesign, progettata con sabbie e rocce naturali così da riprodurre l’aspetto e l’esperienza tattile di un’autentica spiaggia.

 

 

Le scelte cromatiche e decorative ispiranti il progetto sono impostate sui toni del crema, del bianco e del verde salvia.

I materiali predominanti sono la pietra naturale, le travi e le architravi in legno sbiancato, i tessuti di lana e di lino della tradizione sarda reinventata. I modelli decorativi della tradizione tessile locale sono riproposti anche nelle testiere dei letti, realizzate con speciali elementi ceramici prodotti da Cerasarda su disegno dello Studio. Ritroviamo poi le lampade in ferro battuto con paralume in ceramica invetriata realizzati su disegno di Mario Dal Molin. Le pareti, rivestite a intonaco rustico, rivelano la struttura in pietra ad opus incertum come una maglia, un intreccio tessile. Il tema dell’intreccio è ripreso anche dal lampadario della zona pranzo così da mettere in scena un perfetto gioco di rimandi e rispecchiamenti.

L’Hotel Cala Caterina – Villasimius

Il secondo progetto è situato a breve distanza da Villasimius, centro principale della costa orientale del Golfo di Cagliari. L’Hotel Cala Caterina, arroccato in posizione dominante sopra una piccola caletta nel promontorio di Capo Carbonara, è posto a breve distanza dalla celebre spiaggia di Porto Giunco e dal porto turistico di Villasimius ed è stato inizialmente progettato secondo uno stile che contamina mediterraneo e classico.

Le suites raffigurate in questa pagina sono state sottoposte a un accurato integrale restyling da Mario Dal Molin. Il distributivo rivela l’arte, che abbiamo definito alchemica, del progettista cagliaritano che riesce a combinare una grande varietà di spazi di soggiorno, notte, spazi benessere incentrati sulle grandi vasche idromassaggio rotonde e servizi con aree aperte accuratamente arredate.

I colori predominanti sono i toni caldi e naturali della fibra di cocco, del granito giallo San Giacomo, del legno naturale, l’azzurro delle telerie, dei cuscini, delle decorazioni a maxi conchiglie/ricci realizzati su disegno dalla Nuova Fucina e soprattutto dei rivestimenti in ceramica smaltata Cerasarda realizzati in limited edition per l’Hotel Cala Caterina su disegno dello studio Dal Molin. Pavimenti in biancone effetto pietra acidato e fiammato, pareti in intonaco rustico e travi in legno bianco sono elementi di mediazione e quiete visiva fra il calore dei toni caldi e la freschezza dell’azzurro. Una menzione speciale merita il rivestimento delle testate dei letti e delle pareti degli spazi living con speciali elementi ceramici prodotti da Cerasarda su disegno dello Studio, quasi un’opera d’arte, una riflessione sui tessuti tradizionali sardi, reinterpretati in forma contemporanea.

Violà boutique rooms & mini spa – Marina

Con il terzo e il quarto progetto siamo nel quartiere Marina, nel cuore antico di Cagliari. La Marina è l’unico quartiere storico a confinare con gli altri tre e, contemporaneamente, con il mare. È l’unico quartiere in cui tutte le funzioni urbane (uffici privati e pubblici, sedi del potere politico, commercio di vari livelli, residenze lussuose e antiche e pittoresche case minime, ristorazione e ricettività, cultura, trasporti (il porto) coesistono in un fitto intreccio. Per chi passeggia per il quartiere la babele di suoni, odori, lingue e sollecitazioni visive è mirabolante.

Alchimie di paesi lontani, antichi magazzini portuali, colori orientali e profumi di spezie si ravvisano nel progetto a destinazione turistica realizzato nella più bella e piccola piazza della Marina, posta al centro del quartiere e collegata da una pittoresca scalinata ad archivolti alla più esclusiva via commerciale della città: Via Manno.

Il Violà boutique rooms & mini spa, è inserito in un piccolo palazzo storico recentemente ristrutturato. Al piano terra Mario Dal Molin ha progettato anche un piccolo, splendido bistrot, affacciato sulla piazzetta di Santo Sepolcro e sulla pittoresca via che la attraversa.

Fra tutti i progetti descritti in questo articolo il Violà, il più piccolo e centrale, è quello che più incarna lo spirito della magia alchemica. Per questo il tema ricorrente della decorazione interna, basato su sequenze di cerchi di differenti dimensioni alle pareti e nei sistemi di illuminazione, evoca le bollicine, simbolo del vino più alchemico e festoso.

Anche la vasca da bagno nella mini spa, rotonda anch’essa, con la sua forma richiama le coppe un tempo in voga per degustare lo champagne. Di fianco alla vasca sono stati posti dei candelabri di argento oversized che conferiscono all’insieme un’atmosfera magica.

Il colore da cui prende il nome – il viola – nasce dalla mescolanza di rosso e blu, è il colore della metamorfosi, della transizione, del mistero e della magia, incantesimo che ha immortalato nello splendore dello smalto vitreo le morbidezze dei divani capitonné utilizzati come rivestimento nelle docce e nelle testiere dei letti.

I rivestimenti wall&decò ingannano lo sguardo, creando l’illusione del ferro rivettato e del legno antico, in carte da parati di perfezione fotografica. La superficie rusticamente ruvida del pavimento in tavole di legno invecchiato ricoperta da tappeti realizzati con pelli naturali e il bianco levigato e ben rifinito dei soffitti a travi fuori spessore, degli arredi realizzati su disegno e delle porte, generano un peculiare contrasto. Il colore viola, del cui significato alchemico abbiamo detto, è filo conduttore dell’intero progetto, ritornando sui tessuti dei paralume, dei cuscini e dei copriletto in lino.

Scala di Ferro – Marina

Ultimo, ma non per importanza, è lo Scala di Ferro, ampio edificio sorto nel XIX secolo sui resti di una parte delle fortificazioni che cingevano il quartiere Marina.

Trasformato in lussuoso albergo, è dotato di tutti i comfort e di ampie strutture termali su impulso di un illuminato imprenditore di origini piemontesi. Lo Scala di Ferro è stato per molti anni, dall’Unità d’Italia fino a tutta la Belle Époque e ancora nel periodo fra le due guerre, l’albergo per antonomasia a Cagliari: quello in cui tutti i viaggiatori di livello avevano l’abitudine di ‘scendere’ – come si diceva a quel tempo. David Herbert Lawrence, autore di Lady Chatterley’s Lover, gli dedicò alcune pagine nel suo Sea and Sardinia ma oltre al celebre scrittore inglese, vi soggiornarono l’archeologo tedesco Theodor Mommsen, Gabriele D’Annunzio, Filippo Tommaso Marinetti, Salvatore Quasimodo, Carlo Levi, Sibilla Aleramo, Fausto Coppi, Gino Bartali, Mario Del Monaco, Totò.

Il progetto, in questa pagina, ha l’ambizione di riportare agli antichi fasti il glorioso hotel, da troppo tempo chiuso o destinato ad altri usi, che già nella metà del XIX secolo offriva, con varie piscine e altre strutture termali, i comfort e il wellness che oggi caratterizzano la migliore offerta alberghiera internazionale.

Gli interni dello Scala di Ferro, articolato su quattro piani sotterranei di cui tre destinati a parcheggio e uno adibito a percorso di visita che consente di leggere la storia dall’uso necropoli alle fortificazioni stratificate dall’età imperiale romana a tutto il medioevo. Il livello designato come -1, in realtà solo parzialmente interrato per effetto dell’andamento naturale del terreno particolarmente accidentato in questa area della città, è strutturato come SPA e caffetteria aperta al pubblico.

La SPA è articolata in tre grandi piscine, sauna, docce termali, haloterapia, docce solari, bagno turco oltre alle inevitabili zone di relax e di servizio.
L’hotel è distribuito su cinque livelli fuori terra in Via Torino e quattro (più una rooftop pool) sul Viale Regina Margherita.

I riferimenti alchemici nello Scala di Ferro si fanno ancora più scoperti. La foglia oro, l’onice artificiale fornito dalla Rex Ceramiche, il nero profondo, i lampadari a forma di anello nel cocktail bar evocano immediatamente un universo rituale, magicamente radicato sullo strato archeologico (occultum lapidis) su cui questo antico edificio è fondato. L’acqua, il cristallo dei lampadari, e ancora l’onice delle piscine interne, visivamente riscaldate da innumerevoli candele, rendono ancora più concreto l’incantesimo. Le camere, dominate dai preziosi rivestimenti in onice, evocano ancora la pietra nascosta cara ai ricercatori dell’antichità, avvolta dalla quiete e da un lusso evocativo del modello reso famoso all’inizio del secolo scorso dal grande Adolf Loos: materiali naturali e pregiati, toni caldi, forme squadrate e proporzioni evocanti solidità e robustezza.

Villasimius, Santa Margherita di Pula, il quartiere Marina nel centro storico di Cagliari. Tre aree per raffinate declinazioni della medesima, straordinaria capacità di comporre, accostare, distillare funzioni, materiali, suggestioni, in un insieme perfetto, quasi un cristallo, come nell’opera di un antico alchimista.

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