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18 Settembre 2019
Ville&Casali
Interni

Una cucina conviviale

Padre e figlio, il classico e il moderno, due stili ad interpretare le loro esigenze, il loro gusto, a diversificare l’arredamento delle loro dimore nel centro di Roma. Un unico ingresso a introdurre la scelta stilistica di Pietro Renzi che svela le marcate diversità dei proprietari, esibendo il contrasto con l’alternarsi delle fasce di parquet chiare e scure del pavimento, con la lampante difformità delle porte d’accesso, con la fessura che solca la muratura in orizzontale e verticale all’ingresso di uno dei due appartamenti. Rovere chiaro per l’appartamento “del figlio”, dove le divisioni interne, che delimitano i vari ambienti, sono assimilabili a tante scatole che fuoriescono dal contenitore principale.

Due case, un ingresso

Questo principio progettuale è di facile lettura: in orizzontale, nel continuo abbassamento del controsoffitto all’esterno di ogni stanza e in verticale nell’accostamento di doppie pareti parallele a quelle primarie. Un vuoto di 2 cm a rendere comprensibile quest’idea stilistica. I 150 metri quadri della casa iniziano a mostrarsi con un ampio ambiente in cui è ritagliata una zona giorno con divani e televisione frontale, una zona pranzo impreziosita dal posizionamento di 3 lampadari uguali dalla forma semplice, lineare e squadrata, in tessuto marrone plissettato, in contrasto con i toni chiari della casa e dalle raffinate sedie “Cesca” di Marcel Breuer in paglia di Vienna con telaio laccato nero. Dal tavolo composto da pezzi di legno disuguali accostati tra loro e montati su una base in ottone brunito con angoli arrotondati, al contrasto del rovere con il bianco laccato dei cassetti del mobile tv; dal velluto cangiante dei divani con seduta molto ampia e avvolgente, al ferro ordinario ed essenziale dei tavolini bassi, tutti gli arredi sono interamente ideati e realizzati dalla Pietro Renzi Architetti Associati srl.

Scatole che fuggono dal contenitore

La prima scatola che ospita la cucina esprime il nuovo concetto di cucina conviviale, con un lato aperto verso la zona pranzo per desiderio del proprietario, appassionato di gastronomia, il quale non voleva sentirsi relegato in un ambiente chiuso e separato durante la preparazione dei suoi piatti. La parte alta è segnata da molteplici fenditure che garantiscono la giusta aspirazione, per la presenza della cappa al di sopra del motore, permettendo anche l’alloggio, in alcuni vuoti, di neon per l’illuminazione dell’isola. Il lato retrostante è evidenziato dalla ricorrente inversione della direzione delle venature del legno dei pannelli che oscurano totalmente la suddivisione interna, scandita da ripiani per stoviglie, cassetti per alimenti, elettrodomestici vari. Il centro è monopolizzato dall’imponente blocco in basaltina dell’isola, materiale reiterato anche a pavimento e in tutti e quattro i bagni collocati nella zona notte, totalmente rivestiti, anche in verticale, da questa pietra lavica di colore scuro ideale ad essere abbinata al nobile rovere.

 

di ALDO MAZZOLANI

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