Scuola del viaggio: imparare a partire e a raccontare


È sempre un buon momento per pensare a un viaggio. O per raccontarlo. A volte, però, è difficile capire da dove cominciare. Perché allora non andare a scuola di viaggio?
L’idea, appunto, è venuta nel 2005 a Claudio Visentin e a un gruppo di appassionati viaggiatori che, unendo le forze di tre Università – Pavia, Pisa e della Svizzera italiana – hanno dato vita a una scuola diversa da tutte le altre.

L’arte del viaggio

«Forse uno dei nostri compiti più urgenti consiste nell’imparare di nuovo a viaggiare, eventualmente nelle nostre immediate vicinanze, per imparare di nuovo a vedere». La riflessione dell’antropologo Marc Augé contiene tutti i principi guida della Scuola del Viaggio.
Viaggiare è molto più che fare la valigia e prenotare l’albergo. Significa innanzitutto apertura al nuovo ed è una vera e propria arte. La Scuola del Viaggio, spiegano i fondatori, «invita a sperimentare viaggi nei luoghi della geografia e della mente, attraverso i cinque sensi e le pagine dei libri, per sviluppare la capacità di osservare, capire, sentire e raccontare». E lo fa anche attraverso incontri e corsi tenuti da viaggiatori di professione, scrittori, artisti, fotografi e antropologi.

Una lezione (ph Alessandro Gandolfi)

Laboratori autunnali

L’autunno è forse la stagione migliore per la scrittura. Settembre potrebbe allora essere il momento ideale per provare uno dei corsi di scrittura della Scuola del Viaggio. Ad esempio il 9 settembre, per il Festival Viandare di Rignano sull’Arno (Firenze), Claudio Visentin tiene un corso sull’arte del viaggiare, dispensando consigli e rivelando i segreti per progettare viaggi indimenticabili.
Il 29 settembre, a Lugano, è invece in programma un laboratorio di scrittura di viaggio, in cui si potranno approfondire la varie forme di questa pratica, dal reportage al racconto al mémoire.

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