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22 Gennaio 2019
Ville&Casali
Reportage Sicilia

Un viaggio insolito nel Barocco Siciliano, alla scoperta di un’isola meno nota

Oggi ti portiamo nel Barocco Siciliano. Da Militello a Scicli, attraversando Noto, Modica e Ragusa, alla scoperta di monumenti noti e poco noti per comprendere uno stile che nell’isola ha realizzato tra il XVII e XVIII secolo una propria identità che non finisce di stupire. Non è la prima volta che scriviamo di questa splendida Regione. Se ami la Sicilia anche tu, puoi scoprire la nostra proposta di itinerario orientale e occidentale.

“Il riguardo per la identità dei luoghi, la tutela dell’ambiente e del Paesaggio, una diversa percezione del tempo legata alla dolcezza e alla qualità del vivere, una inedita consapevolezza culturale, la più grande e variegata concentrazione di siti UNESCO del Pianeta: tutto questo rappresentano le Città e i territori del Val di Noto”.

Così inizia il Manifesto del Sudest della Sicilia firmato dai sindaci delle otto città tardo-barocche del Val di Noto, inscritte nel Patrimonio dell’Umanità dal 2002, che hanno chiesto alcuni mesi fa insieme a molte personalità, da Pippo Baudo a Luca Zingaretti, da Paolo Mieli a Vittorio Sgarbi, da Piero Guccione a Pietrangelo Buttafuoco, di nominare il Val di Noto, capitale italiana della cultura per il 2020. La giuria ha scelto tra 46 città candidate Parma, ma i turisti italiani e internazionali da tempo premiano questo lembo della Sicilia caratterizzata da un’architettura eccezionale.

«La straordinarietà di questa città – spiega a Ville&Casali, il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti – non è tanto legata alle cose da vedere, ma principalmente alle sensazioni da provare. La bellezza è nell’atmosfera, nell’emozione che la pietra riesce a trasferire in modo diverso e cangiante in tutte le ore del giorno. È una pietra che ti accoglie, che ti rigenera, che dà sensazioni di benessere e relax, che infonde saggezza».

È la dominante pietra degli Iblei, un calcare tenero, che cambia colore con la luce, da bianco diventa rosato come il colore del grano. Un effetto che ammalia circa un milione di visitatori ogni anno.

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di Enrico Morelli

 

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