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13 Agosto 2019
Ville&Casali
Reportage

Un balcone sul Monte Bianco

Chi ha una casa a Courmayeur comincia a spalancare le finestre degli chalet dal 5 dicembre, data ufficiale di apertura della stagione invernale. Ad accogliere gli affezionati turisti di Courmayeur, ci sono anche 55 alberghi da una a 5 stelle e 94 ristoranti, per lo più specializzati in cucina valdostana, alcuni dei quali accendono i fornelli ad altissima quota garantendo piatti da gourmet a bordo pista. Courmayeur divenne un importante centro turistico già nel 1700, con la scoperta delle acque termali. Ancora oggi la stazione termale di Pré-Saint-Didier, situata a pochi chilometri da Courmayeur, è un luogo frequentato dagli amanti del benessere.

SANT’AGOSTINO, CARLO SCARPA, TAVOLO SAMO, PROD. SIMON, ANNI ’70IL PONTE, ANGELO LELII, LAMPADA, PROD. ARREDOLUCE, 1950SANT'AGOSTINO, BBPR, COPPIA DI LAMPADARI, PROD. VENINI, 1956,

Sciare con gli occhi puntati sul Monte Bianco, solcando le 29 piste e i 70 itinerari fuoripista, sorvolarlo con l’heliski, che offre la possibilità di accedere a luoghi altrimenti irraggiungibili e di guardare il Monte Bianco da una prospettiva diversa e privilegiata, o affidarsi alla funivia per sorseggiare un vin brulé sulla terrazza dei ghiacciai, a quota 3462 metri, è un’esperienza a cui ci si affeziona volentieri. Ecco perché, chi ama il Monte Bianco, a Courmayeur ci ritorna. Non può che tenerne conto il Comune che “prg (piano regolatore)” alla mano, ha fermato l’edilizia privata, favorendo il settore turistico ricettivo. Alberghi e chalet da utilizzare come seconda casa, costruiti coi materiali tipici autoctoni, tra cui la pietra arenaria e il legno di larice, i cui costi, a parte i vincoli paesaggistici, oggi sono piuttosto rilevanti.

Una casa a Courmayeur costa in media 10 mila euro a metro quadro, molto meno a Morgex, a 1.000 metri di altezza, nota in Europa per i vitigni secolari a bacca bianca da cui si ricava un eccellente “bianco” profumato. Una lieve contrazione della domanda immobiliare in realtà c’è stata, ma a farne le spese sono state soprattutto le località della Bassa Valle, negli ultimi anni bersaglio del ceto medio piemontese e lombardo. Nessun contraccolpo per le capitali dello sci, dove si va dai 2 mila euro di Valtournanche ai 9.500 di Courmayeur, passando per i 4.500-5 mila di La Thuile e Gressoney.

Tra gli alberghi più interessanti c’è Villa Novecento, che ha la storia di una villa dalle origini antiche, in cui i ricordi di generazioni passate si susseguono, colmando di particolari ogni angolo di essi. Tessuti pregiati, mobili d’epoca, calde e accoglienti camere con vista sulla catena del Monte Bianco forniscono fascino e originalità a questo albergo. Lo stile contemporaneo caratterizza il Cresta et Duc, un albergo che ha nel ristorante uno dei punti di forza, per atmosfera, servizio e squisita cucina tradizionale montana: un’affascinate casa alpina per le delizie del palato.

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