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22 Novembre 2019
Ville&Casali
Enogastronomia

La costa adriatica, tra Italia e Slovenia

La costa adriatica, tra Italia e Slovenia è una distesa verdeggiante di morbide colline ricoperte di vigneti, oliveti e boschi; digrada dolcemente verso la breve e frastagliata costa slovena, baciata dai caldi raggi del sole mediterraneo e lambita dalle azzurre acque dell’Adriatico. Il piccolo lembo di terra istriana, stretta tra Italia e Croazia, su cui si affacciano storiche cittadine di impronta veneziana, parchi naturali e antiche saline, mentre all’interno un rosario di paesini addossati alle pendici dei Savrisnki hribi punteggia le strade del vino e dell’olio, due delle principali tipicità di questo territorio ad alta vocazione enogastronomica.

La viniviticoltura sulla costa adriatica, in particolare, ha origini antichissime. Introdotta già 2400 anni fa da Celti e Illiri, che appresero quest’arte dai Greci, fu poi sviluppata su vasta scala dai Romani. Non a caso è Plinio il Vecchio, nella sua opera Naturalis Historiae, a parlare per primo di un vino rosso fatto con uva ‘pucina omnium nigerrima’, coltivata da queste parti, cui peraltro attribuisce la longevità dell’imperatrice romana Livia Drusilla, che era solita berlo tutti i giorni con parsimonia. Si tratta quasi certamente dell’antenato del pregevole Refosco (Refosk), di cui oggi è noto l’elevato contenuto di antiossidanti, il re dei “rossi” della zona vinicola di Capodistria (Koper) ricca di terreni marnosi e argillosi. Non lontano dal centro storico della città, dove una ingombrante area portuale convive con un intatto borgo medievale, si trova l’imponente sede della Cantina Vinakoper, la più grande casa vinicola del Paese, nata nel 1947 e proprietaria di 570 ettari di terreni coltivati con varietà autoctone della costa adriatica (refosco, malvasia istriana e moscato giallo) e internazionali (chardonnay, pinot grigio, merlot, cabernet sauvignon e shiraz) situati in zone splendide come il promontorio di Punta Grossa dove le viti arrivano a pochi metri dal mare. L’azienda offre diverse linee di prodotto, tra cui la prestigiosa Capo d’Istria, vini fermi monovarietali da selezionate uve refosco, malvasia istriana e cabernet sauvignon, e la gourmet Capris dedicata alla ristorazione, tutte da degustare nel tour guidato nella cantina-caveau che complessivamente ospita, tra botti, bottiglie e barrique, circa sette milioni di litri di vino. Una vera eccezione in un territorio prevalentemente di piccoli produttori.

Attraversando un bucolico paesaggio della costa adriatica che passa per il paesino di Marezige, noto per la festa primaverile del Refosco, si arriva a Smarje verso cui sono rivolte cantina (2.400 mq) e torre in pietra della casa vinicola Santomas, moderno tempio del vino, il cui brand dalle antiche origini si è già fatto conoscere in campo internazionale. Solo alta qualità è il diktat del proprietario Ludvik Nazarij Glavina che, dai 19 ettari di vigneti distribuiti nella zona, ricava ogni anno 60.000 bottiglie. Emblema della casa sono i vini d’annata rossi, Antonius Refosco, Cabernet Sauvignon Antonius e il Grande Cuvéè (100% refosco), prodotti da uve invecchiate in barrique di rovere francese.

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A seguire, due cittadine marinare della costa adriatica: la pittoresca Isola d’Istria (Izola), intreccio di calli, campielli e case, e Pirano (Piran), la perla della costa slovena, dedalo di tetti rossi su uno stretto promontorio abbracciato dal mare. Dormire nell’Hotel Tartini regala il piacere di aprire le finestre su un meraviglioso scenario di case d’epoca sovrastate dal Duomo e dal suo alto campanile, copia di quello di S. Marco, a Venezia. Una breve passeggiata lungomare conduce alla Gostilna Pri Mari, accogliente trattoria che propone piatti istriani e mediterranei a base di carne e pesce e una buona selezione di vini. Squisiti gli gnocchi di patate con sugo di pomodoro e mazzancolle, il carpaccio di pesce spada con la polenta e i dolci fatti in casa.

Tornando verso i colli che adornano la costa adriatica, è imprescindibile una visita alla casa vinicola Vina Rojac, dell’omonima famiglia residente nel villaggio di Gazon dal 1700 e dedita da sempre alla viticoltura e olivicoltura. 40.000 piante tra uve bianche e rosse disposte su terrazze ricamano i dieci ettari di terreni della proprietà, da cui lo sguardo abbraccia l’intera costa fino alla penisola di Savudria. Uros Rojac, laureato in viticoltura all’università di Lubiana, sottolinea la filosofia dell’azienda: valorizzazione della viticoltura tradizionale e conoscenza delle moderne tecnologie e minima interferenza umana dal momento della vendemmia a quello dell’imbottigliamento, tutto al fine di realizzare un vino biologico ricco di profumi e di aromi, dal carattere forte che simboleggi l’originalità della terra istriana e il carattere di chi lo produce. La gamma di vini d’annata proposta, certificata ZKGP (origine geografica controllata e garantita) non delude le aspettative, dai monovarietali bianchi Malvazija ai rossi Refosk e Renero, da vitigni refosco e lo Syrah, fino ai sapienti blend Stari d’or bianco, miscela di chardonnay, pinot grigio, malvasia e moscato giallo, e Stari d’or rosso, da uve merlot, cabernet sauvignon, refosk e syrah.

Si raggiunge poi Portorose (Portoroz), località balneare e modaiola della costa adriatica, per una pausa di lusso al Kempinski Palace Portoroz, il miglior albergo della costa slovena, recentemente riaperto dopo un accurato restauro dello storico hotel Palace, del 1900. Il ristorante Sophia, così chiamato in onore della Loren, propone gastronomia mediterranea in una seducente atmosfera da ‘dolce vita’. Nel menu troviamo lo squisito branzino di Pirano Fonda in crosta di sale con verdure alla griglia e risotto agli scampi, che introduce ad altre tipicità del territorio: i citati branzini della società Fonda che, nelle acque della baia di Pirano, ha i suoi impianti di maricoltura biologica e il sale di Pirano doc per veri gourmet, puro e bianchissimo, estratto nel vicino Parco naturale delle Saline di Sicciole. Lo si può ammirare anche dall’Agriturismo Casa del Sal, una graziosa casa contadina dove un tempo abitavano i salinari, che offre alcune camere con vista e specialità culinarie istriane, come la polenta con il baccalà, la minestra di bobici con granturco e il brodetto, la potica, e lo strudel, tutto a base di ingredienti bio della casa.

Testo e foto di Patrizia Magi

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