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17 Settembre 2019
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Civita di Bagnoregio: la città che muore

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Civita di Bagnoregio, la famosa città che muore, si raggiunge attraversando la città di Bagnoregio, preannunciata dalla cinquecentesca Porta Albana.

Il primo impatto con Civita è sbalorditivo. Si aveva l’impressione di essere in un territorio abbastanza omogeneo, nella Tuscia viterbese, a poca distanza dal Lago di Bolsena, attraversato da colline solo lievemente accennate; ma ecco che di colpo gli occhi si spalancano su un’incredibile visione a 180 gradi di enormi fosse, estese depressioni,calanchi scavati nel terreno sino quasi a scorticarlo. E in mezzo, come una fortezza che ancora sta in piedi in attesa dell’assalto finale, si staglia una stretta collina a forma di cono troncato, da cui spuntano le residue case del paese.

Un tempo Civita e Bagnoregio erano la stessa città, importante sede vescovile adagiata su un’irregolare collina di tufo, soggetta di frequente a frane e sgretolamenti, data la scarsa solidità della sua base.

Ma il terremoto che la colpì l’11 giugno 1695 fu così devastante che aprì un autentico baratro tra le due parti del nucleo urbano. Poi, col passare degli anni, la distanza tra i due centri è progressivamente aumentata, sino a toccare quasi un chilometro, mentre lo sperone su cui è aggrappata Civita ha continuato a erodersi.

E naturalmente la cittadina si è sempre più spopolata, fino al punto di arrivare a contare appena una ventina di abitanti. Unico contatto col resto del mondo, un sottile ponte di cemento armato, lungo ben 25o metri.

Oltre il ponte, oltre la maestosa Porta del Cassero di origine medievale, si sviluppa la regolare struttura viaria della minuscola città, basata sui cardi e i decumani dell’antico accampamento romano. Palazzi medievali, antichi portali in basalto, case con massicce scalinate esterne, cortiletti colmi di fiori; ogni angolo di Civita è un prezioso, irripetibile gioiello che invita al silenzio e alla riflessione.

Il centro di Civita è occupato da Piazza San Donato, su cui si affacciano la bella facciata cinquecentesca del Duomo e  l’antico Palazzo del Comune.

Intorno alla piazza si aprono diverse vie corte e strette, che sovente terminano bruscamente sui dirupi che circondano il paese. La via principale, dopo aver attraversato interamente Civita, si conclude invece tra due alti pareti di tufo, anticamera della sottostante distesa di calanchi.

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