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24 Giugno 2019
Ville&Casali
Vulcano
Itinerari

Alla scoperta delle isole Eolie

“La vita è bella, qui ne ho la prova”, ha scritto l’11 maggio di quest’anno Olga sul libro degli ospiti della chiesetta Madonna delle Grazie, a un centinaio di metri dalla spiaggia del Gelso, sull’isola di Vulcano. Il giorno dopo, due francesi, Chris e Daniele hanno scritto “Vulcano è da scoprire”. Sono tornato in quest’isola, la più vicina delle Eolie alla Sicilia, dopo venticinque anni e l’ho trovata magica e affascinante come una volta, anzi più pulita e meglio organizzata. Con buoni alberghi e ristoranti. L’isola dei Ciclopi che forgiavano le armi con il fuoco, con il suo fumante Gran Cratere (500 metri di diametro) vanta insieme a Stromboli un vulcano attivo.

Un infernale paradiso, portato all’attenzione mondiale negli anni Cinquanta da alcuni documentari e dal film Vulcano girato dal regista tedesco William Dieterle, che scelse come protagonista Anna Magnani. Un’isola amata da Mike Bongiorno, che si fece da lì a poco costruire una villa, da Gian Maria Volontè e Ornella Vanoni.

Oggi, Vulcano accoglie i visitatori con un nuovo porto e con i fanghi sulfurei all’aperto che hanno proprietà terapeutiche per alcune malattie della pelle. Poche ma ben tenute le spiagge, dalle Sabbie Nere a quella del Gelso, sulla parte sud che guarda la Sicilia.

I panorami dal cratere o dalle punte piu’ alte dell’isola, come Punta Grillo, sono sempre mozzafiato. Da qui, tutte le isole Eolie sembrano a portata di mano. Con un quarto d’ora di aliscafo, infatti, si raggiunge Lipari, l’isola maggiore dell’arcipelago eoliano. Si sbarca a Marina Lunga, e il centro, ben curato e chiuso alle auto, si raggiunge svoltando a sinistra lungo la via Garibaldi (dove ha sede l’ufficio del turismo). Da qui si arriva a Marina Corta, il vecchio porto con la chiesetta di S. Cosimo e S. Damiano. Caratteristici i vicoli stretti del centro, pieni di fiori e di buoni ristoranti.

Tornando un po’ indietro, si arriva all’Acropoli, nel cui perimetro posero le loro sedi le popolazioni del neolitico, come dimostrano i ritrovamenti che si possono ammirare nel museo archeologico eoliano di Lipari, che conserva testimonianze antiche, dall’epoca neolitica a quella del bronzo, fino al periodo greco e romano, medievale e rinascimentale. Nel vicino parco archeologico si possono ammirare numerosi sarcofagi, che risalgono al VI-V secolo a.C., rinvenuti nella necropoli di contrada Diana. Nelle tombe della necropoli di Lipari sono state ritrovate numerose copie in miniatura di maschere teatrali delle tragedie e commedie greche.

Per approfondire la storia e la cultura eoliana vale la pena andare in Via Maurolico presso il Centro studi e ricerche di storia e problemi eoliani, dove si possono scoprire le opere dei grandi viaggiatori, scienziati e artisti, che hanno visitato le Eolie dal Settecento in poi, da Déodat de Dolomieu ad Alexandre Dumas, da Jean Houel a Gaston Vuillier. Un centinaio di opere di artisti sono esposti nella pinacoteca comunale. Dal 2000 le isole Eolie sono state inserite dall’UNESCO nel Patrimonio mondiale dell’Umanità, con la seguente motivazione data dall’UNESCO: “la morfologia delle isole vulcaniche rappresenta un modello storico nell’evoluzione degli studi della vulcanologia mondiale”.

Oltre a Vulcano, i vulcanologi tengono costantemente sott’occhio Stromboli, la piu’ giovane isola dell’arcipelago. Il turista può allarmarsi per i numerosi cartelli che su quest’isola danno istruzioni in caso di calamità, ma l’escursione sul vulcano per osservarne l’attività e godere della vista sul Tirreno rappresenta un’esperienza unica. E’assolutamente sconsigliabile avventurarsi senza una guida. D’estate, è preferibile raggiungere il cratere nel tardo pomeriggio, quando la temperatura inizia a calare, per giungere in prossimità della vetta prima del tramonto. Punti di partenza sono Ficogrande e San Bartolomeo.

Se si vuole salire sul rilievo piu’ elevato dell’arcipelago, bisogna trasferirsi però a Salina, l’isola piu’ verde e meglio preservata delle Eolie. Da Malfa in tre ore e mezzo di cammino si arriva al Monte Fossa delle Felci a 962 metri sul livello del mare, a breve distanza dal monte Rivi (854 m.), il vulcano piu’ antico di Salina. Piu’ agevole raggiungerlo da Valdichiesa, collegata con minibus da Malfa e Leni. Si arriva al santuario della Madonna del Terzito e, da qui, si accede ad un sentiero che conduce fino alla cima del vulcano. I cinque vulcani di Salina non fanno registrare eruzioni dall’VIII-IX secolo d.C., ma permangono fenomeni endogeni, quali la sorgente termale in località Pertuso e nei pressi di Rinella, e le emissioni di gas e vapori subacquei detti “sconcassi”.  A Salina i turisti si precipitano inoltre a vedere Pollara, location del film Il Postino per ricordare quel genio, dall’umorismo graffiante e tenero, di Massimo Troisi.

Fenomeni vulcanici e resti archeologici si trovano comunque in tutte le isole, anche in quelle piu’ piccole come Panarea, Alicudi e Filicudi. Ogni isola ha il suo fascino e storie interessanti da raccontare, con personaggi famosi che se ne sono innamorati e che hanno acquistato un immobile.

Testo e Foto di Enrico Morelli

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