Strangozzi o strozzapreti umbri

di Redazione Ville&Casali

Gli strangozzi sono un’antica pasta lunga autentico emblema della cucina di Spoleto, di Orvieto e dell’intera Umbria, il cui nome può variare anche in ‘stringozzi’ o ‘strozzapreti’. Questi, tutti simili tra loro, trarrebbero origine dalle ‘strenghe’ (stringhe) delle scarpe, poi anche usate dai rivoltosi per strangolare i preti dello Stato pontificio.

A ogni modo, gli strangozzi sono un alimento tipico della cucina povera, visto che sono prodotti semplicemente impastando acqua, farina e un pizzico di sale. Sono piuttosto frequenti i casi in cui si aggiunge un tuorlo d’uovo all’impasto, ma i puristi gridano allo scandalo e, semmai, preferiscono aggiungere invece 2 dita di vino bianco.

In molti ricordano che gli strangozzi devono risultare “erti de stinarello e fini de cortello”, come si dice a Spoleto, nel senso che la sfoglia va stesa piuttosto spessa (3 mm circa) ma poi tagliata molto sottile, come i denti di una forchetta. Ecco gli strangozzi, da condire  ‘all’aglione’, con 800 g di pomodori maturi, 6 spicchi d’aglio, olio, aceto, sale e 1 peperoncino intero, ‘alla spoletina‘, con olio, aglio, sale, lardo e un pizzico di peperoncino (detto anche ‘sugo finto’), con il tartufo, altro prodotto tipico della regione Umbria, o con i funghi.

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