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23 Agosto 2019
Ville&Casali
Storie

Un’arte moderna con rimandi primordiali

E’ come una casa delle favole, la residenza dove l’artista Germano Cilento, scultore, ha deciso di vivere da oltre quarant’anni: la casa con colombaia è del 1200, con estensioni del 1700 e conserva un’atmosfera idilliaca. Una vita, quella di Cilento, ricca di fermenti creativi nati quasi per caso e sviluppatisi a livello internazionale. “La mia decisione di dedicarmi all’arte è nata nel 1962, quando nel corso del Festival di Spoleto ho visto le opere di 115 artisti, tra cui Manzù e Marino Marini. Da allora ho capito che quella sarebbe stata la mia strada”, racconta Cilento a Ville&Casali.

1“Ho vissuto a Berlino per otto anni, studiando a Spandau e lavorando la creta. Tornato in Italia, ho lavorato per due gallerie d’arte, una a Verona e l’altra a Innsbruck”, prosegue lo scultore. “La mia arte si richiama a momenti mitologici della cultura occidentale, interpretati in chiave astratta, come il mito di Rea Silvia.

Vi è anche una linea più geometrica, composta da nove opere. Uso la terra, la creta non dipinta, ovvero materiali semplici, dati dalla natura. Una materia ruvida, forse, ma anche docile, aperta ai ragionamenti lineari, all’espressione diretta, appassionata e sincera”. “Noi siamo gli stessi di cinquemila anni fa”, conclude Cilento,” quando già facevamo opere straordinarie”

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