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20 Settembre 2019
Ville&Casali
Idee

Prosecco – un viaggio alle origini

Un week-end non sarebbe di certo sufficiente per visitarla interamente ma, se proprio si fosse costretti a scegliere un itinerario da seguire nella Marca Trevigiana, il consiglio è di andare alla scoperta del Prosecco e di quanto lo sviluppo di questa eccellenza enologica sia di fatto un plusvalore importante per questo Territorio, vocato alla viticoltura da circa 2000 anni.

Un percorso che renderà merito sia alle valenze culturali nonché paesaggistiche delle cittadine di Conegliano e Valdobbiadene, unite dal 1966 da quella che oggi viene denominata “Strada del Prosecco”, lungo la quale esso si racconta attraverso ogni singolo chicco di Glera – il vitigno che ne sta alla base – e le persone che quotidianamente contribuiscono, ciascuno con il proprio lavoro, ad alimentarne la notorietà.

Il primo che, nel 1868, intravide le enormi potenzialità di un vitigno autoctono che ben si prestava ad essere spumantizzato fu Antonio Carpenè, capostipite della più longeva dinastia della Spumantistica Italiana giunta oggi alla Sesta Generazione.

Prosecco Dopo un viaggio in Francia nella regione della Champagne, l’intuizione di tentare la spumantizzazione di un vitigno del Territorio fu il primo passo verso lo sviluppo e l’odierno successo del Prosecco.

Ma nella mente di Antonio Carpenè non c’era soltanto una scelta imprenditoriale importante bensì un vero e proprio progetto di sviluppo culturale del Territorio, che poneva al centro

la fondazione di quella che nel 1876 sarebbe stata inaugurata come la Prima Scuola Enologica d’Italia – l’Istituto G.B.Cerletti – che proprio in questo 2016 celebra i suoi “primi” 140 anni.

Ed è stata una scelta importante quella di far partire proprio dall‘Istituto Cerletti il percorso della Strada del Prosecco.

Perché nella realtà dei fatti, è da qui che lo sviluppo del Territorio ha avuto la spinta più forte.

La Strada del Prosecco

Un percorso ricco di tesori architettonici ed altresì di valenze storiche, che inizia nell’affascinante Conegliano con i suoi portici, palazzi nobiliari e affreschi per concludersi a Valdobbiadene dopo aver attraversato colline e piccoli comuni, offerto panorami suggestivi sulla valle del Piave, liberato percezioni sensoriali a tutto tondo.

Altrettanto suggestiva rimane la vista delle interminabili distese dei filari viticoli, che man mano ci si avvicina al tempo di vendemmia assumono un colore dorato, nonché l’ascolto del flebile fruscio del vento che accarezza le rive di Santo Stefano, San Pietro di Barbozza e Saccol ove si coltivano le uve destinate a diventare il Superiore di Cartizze, il Cru per eccellenza del Territorio ai vertici della piramide qualitativa della DOCG Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore.

Oggi, come un secolo e mezzo fa, la famiglia Carpenè continua a rivestire un ruolo primario per l’economia del Territorio così come nella valorizzazione e promozione della DOCG del Prosecco, di cui ne è leader.

E lo fa con lo stesso spirito innovativo e con la medesima visione pionieristica del fondatore, facendo tesoro delle scelte del passato e cercando di contribuire sempre allo sviluppo delle migliori espressioni enologiche territoriali.

Prosecco Le odierne determinazioni strategiche in fatto di marketing e comunicazione, compiute dalla quinta generazione Rosanna Carpenè, testimoniamo un costante impegno in tal senso e rappresentano per la Cantina Carpenè Malvolti un omaggio alla propria storia, alle persone che ne fanno parte, ai valori storici e fondanti di un’azienda che in prima linea ha sempre contribuito affinché questo spicchio di Veneto, laborioso e ricco di risorse, raggiungesse la notorietà per merito non soltanto della viticoltura ma soprattutto delle “persone”.

A garantire questo “impegno etico” verso il Territorio, la Carpenè Malvolti ha il privilegio di interagire nel Prosecco – oggi noto in tutto il mondo come vino per antonomasia della convivialità informale – e di poter contare ancora oggi sulle stesse potenzialità che Antonio Carpenè scopri 148 anni fa, promuovendo nuove modalità di consumo – che ne vanno di fatto a destagionalizzare il consumo – e compiendo scelte strategiche legate alla distribuzione sia nel mercato interno che su quello estero, verso cui è diretta oltre la metà della produzione di Carpenè Malvolti, già presente in oltre 60 paesi dei cinque continenti.

 

 

 

A cura di Marta Guidi
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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