Le tappe per il tour perfetto in Andalusia


Gialla come la sua terra, rossa come la corrida, verde come i suoi uliveti, blu come il suo mare: l’Andalusia è la regione più calda e passionale della Spagna. Patria di flamenco, corrida e tapas. Città metropolitane si alternano a bianchi pueblos dove l’eredità della cultura araba si concretizza in meravigliosi esempi di architettura moresca sparsi per la regione, e poi, ancora una natura variegata e contrastante, spiagge sterminate e un mare punto di incontro tra il Mediterraneo e l’Oceano Atlantico. Siviglia, Cadice, lungo la Costa de la Luz, passando per lo stretto di Gibilterra fino a raggiungere Granada e poi Cordoba, sono queste le tappe immancabili per un tour indimenticabile nella terra di Cervantes.

Atterrando a Siviglia, il colpo d’occhio è immediato, dopo appena un quarto d’ora, il tempo necessario per arrivare dall’aeroporto in centro città, ci si ritrova totalmente immersi in una delle maggiori espressioni di ciò che è l’Andalusia. Siviglia, accoglie e meraviglia. L’atmosfera vivace del centro, le strette viuzze, i colori bianchi e gialli dei palazzi, la ricca offerta di “cervecerias”e tapas bar, il viavai di turisti e sivigliani, fanno da cornice a una ricca offerta artistica e culturale. La cattedrale, costruita sui resti dell’antica moschea risalente al periodo della dominazione dei Mori,  di cui ancora oggi rimangono il Patio de los Naranjos e la Giralda, l’antico minareto convertito in campanile da cui si possono ammirare tutti i quartieri della città, tra cui, l’originario quartiere gitano di Triana, situato al di là del rio Guadalquivir; il Real Alcazar, uno dei migliori esempi di architettura mudéjar, stile sviluppatosi durante il regno cristiano della Spagna, ma che utilizzò influenze islamiche, con i suoi ricchi giardini; la Torre dell’Oro, antica torre di avvistamento, è uno dei simboli più rappresentativi della città; Casa de Pilatos, il prototipo del tipico palazzo andaluso, con il classico patio arricchito da colorati “azulejos”, antiche e pregiate piastrelle di terracotta maiolicate o verniciate.

Siviglia è anche il simbolo dei naviganti, di particolare suggestione la visita all’Archivio Generale de Indias, con i suoi ottanta milioni di pagine di documenti che testimoniano il potere e l’influenza del periodo coloniale spagnolo. Da non perdere Plaza de España, un vasto spazio semicircolare che rappresenta l’abbraccio della Spagna e l’attiguo Parque Maria Luisa, polmone verde della città. Capitale della tauromachia, a Siviglia, nella Plaza de Toros, si svolgono, nel periodo della Feria de Abril, le corride più famose al mondo. Per una sosta gourmet c’è l’imbarazzo della scelta: dalle innumerevoli “cervecerias” ai tapas bar con prosciutti appesi ai soffitti dove “tapear” jamon  iberico, tortilla spagnola, gazpacho, pescado e salmorejo. “Las Teresas” è uno di quei posti dove si può trovare tipicità e gusto.

Spostandosi verso la costa, tappa imperdibile è Cadice, la Città più antica d’Europa, fondata intorno al 1100 a.c dai Fenici con il nome di Gadir. Una penisola quasi interamente circondata dall’acqua, nel cui centro storico si sviluppa un dedalo di stradine dal caratteristico impianto urbanistico che fece da modello per gli insediamenti coloniali spagnoli in America. Una città vivace, ricca di locali, bar e piccoli negozi, molto frequentata da turisti e spagnoli che riempiono di vita le strette viuzze, da scoprire a piedi. Suggestivo il ricco mercato del pesce che anima una delle piazze principali della città.

Scendendo verso sud e percorrendo la Costa de La Luz, il paesaggio si fa incontaminato: poche costruzioni e distese di terra gialla, segnate da “fincas”, tori al pascolo, e di sfondo il blu dell’Oceano. Da qui, fino allo Stretto di Gibilterra, è un susseguirsi di baie sabbiose avvolte da una natura incontaminata. Si incontrano, El Palmar, località lontana dalla mondanità e meta prediletta di surfisti, dove si trovano le migliori onde dell’Andalusia, e Tarifa, sferzata dai venti sostenuti dell’Atlantico che richiamano gli amanti del kite e del wind surf.

Ultima città della Spagna, a soli 14 km dal Marocco, qui si respira un’atmosfera nord-africana. Qui una sosta è d’obbligo per vivere la suggestione dell’unione del Mar Mediterraneo con l’Oceano Atlantico e dell’incontro di due continenti. Per godere a pieno di questo panorama, la sosta è al Mirador del Estrecho de Gibraltar: il punto panoramico migliore.

I due promontori rocciosi che danno forma allo Stretto rappresentano ciò che nella mitologia si pensava indicasse il  limite estremo del mondo conosciuto: le Colonne d’Ercole. Secondo la leggenda, Ercole, si sarebbe spinto proprio fino a quel punto non varcandolo mai.

Risalendo verso la Costa del Sol cambia totalmente il paesaggio, con un susseguirsi di località sul mare molto urbanizzate, complessi architettonici, villette a schiera molto impattanti sul territorio.

La visita alla città di Granada è d’obbligo per un tour in Andalusia degno di questo nome. Ultima roccaforte musulmana in Europa, la monumentale Granada è meta ogni giorno di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo per visitare l’Alhambra, il gioiello architettonico voluto dagli emiri nasridi. Un tuffo nell’arte, nella tradizione e nell’architettura araba. Ma Granada non è solo l’Alhambra.

Una volta usciti dalla cittadella, si mostra agli occhi del viaggiatore una città antica e misteriosa nel suo quartiere “gitanos” di Albaracin e moderna nei quartieri attigui: arabeggiante nell’atmosfera, ricca di buie teterie dove consumare ottimi tè e fumare narghilè, e ricca di negozi di artigianato che propongono oggetti di vario tipo, da borse in pelle a lampade in stile arabo, e spezie dal sapore mediorientale come curry e cannella. Di vera suggestione il bagno turco, lo storico Hammam Al Ándalus, in centro, dove vivere la tradizione dei bagni arabi come un tempo.

Proseguendo l’itinerario verso Cordoba, a colpire l’occhio sono le distese interminabili di ulivi che a dismisura si dipanano all’orizzonte. Il centro ruota intorno all’imponente Mezquita, una delle principali espressioni dell’arte arabo-islamica e dell’architettura gotica e rinascimentale dell’Andalusia. La grande moschea, oggi cattedrale dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima, dove, nell’architettura, convivono il mihrab, intarsiato di iscrizioni arabe e tessere d’oro luccicanti, e l’altare cristiano.

Una città da vivere a piedi, attraversando gli stretti vicoli della Juderia (il quartiere ebraico), il ponte Romano a 16 arcate che si getta sul Rio Guadalquivir, fino a raggiungere la pittoresca Calle de las ores, uno stretto vicolo strabordante di fioriere appese ai muri. Da visitare la casa- museo, Palacio de Viana, un magnifico edificio rinascimentale che si sviluppa intorno a 12 affascinanti patii. Per una sosta diversa, alla Bodega Guzman si può degustare il locale vino Montilla, prodotto dall’omonima cantina e spillato direttamente dalle botti. Per un giro di shopping, intorno alla Plaza de las Tendillas, si trovano i famosi oggetti in cuero repujado, cuoio lavorato in rilievo, tipico di Cordoba, e i gioielli in argento filigranato.

Di Ilaria Proietti

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