Investire in montagna


Si ricomincia ad investire in montagna e il mattone recupera il suo appeal. Una passione sbocciata dalla fine dell’estate scorsa, con una costante richiesta d’informazioni d’investimento per acquistare una seconda casa sulle Alpi italiane.

Un interesse che, invero, era sopito da tempo. Si prospetta dunque un 2017 positivo, soprattutto nelle località montane di maggior pregio, dove i prezzi hanno retto meglio alla crisi economica e ora stanno tornando a crescere.

In posti di tendenza, magari, dove è garantita la presenza di neve, con impianti nuovi, come Courmayeur e Madonna di Campiglio, ad esempio.

Sono queste le prime valutazioni dell’istituto di ricerca Scenari Immobiliari, presieduto da Mario Breglia. La casa in montagna può rendere di più che al mare perché beneficia di una stagionalità più lunga, ma la posizione è decisiva per mantenere il valore nel tempo.

Le quotazioni delle mete più importanti ad alta quota invertono così il trend nazionale, nonostante i prezzi continuino a registrare un calo dello 0,6 per cento rispetto all’ottobre del 2015 e l’analogo mese del 2016.

Il paesaggio innevato richiama turisti in qualsiasi località, ma i comuni di fascia media soffrono di più per la stagionalità, portando la media dei valori delle località alpine a una variazione negativa dell’1,4 per cento in meno. In su, invece, i prezzi per le top location della neve, come Cortina d’Ampezzo e Courmayeur, località turistiche di montagna per eccellenza.

Nel comune valdostano i prezzi sono saliti di quasi il 3 per cento nell’ultimo anno, registrando a ottobre 2016 valori top di oltre 10 mila euro al metro quadro.Investire in montagna

A Cortina, invece, punte massime di 19 mila euro a metro quadro nel 2016 in pieno centro, il 2,5 per cento in più rispetto allo stesso mese del 2015. Anche Madonna di Campiglio registra indici elevati per il 2016, da un minimo di circa 6 mila euro a un massimo di 10.650 euro al metro quadro, che risultano aumentati del 2,4 per cento rispetto allo scorso anno.

In ripresa i comuni altotesini

Segno più anche per i comuni altoatesini di Corvara in Badia e Ortisei, che toccano circa i 9 mila euro al metro quadro, con una variazione annuale rispettivamente dell’1,9 e 2,1 per cento in più rispetto al 2015.

Quotazioni oltre gli 8 mila euro a metro quadro quest’anno anche per Selva di Val Gardena.

Prezzi più contenuti per le altre top location alpine, tra un minimo di 3 mila e un massimo di 6 mila euro al metro quadro, con variazioni annuali intorno all’1,5 per cento in più rispetto a ottobre 2015.

Anche Guido Lodigiani, direttore Ufficio Studi Immobiliare conferma che “ha sofferto di più il mercato montano in località meno esclusive. Bene Madonna di Campiglio, che beneficia da qualche anno dell’allargamento del comprensorio (è, infatti, collegato a quello di Folgarida e Marilleva, e da cinque anni anche con Pinzolo, per un totale di circa 150 km di piste). In prospettiva potrebbe essere consigliata Courmayeur, per gli effetti della SkyWay Monte Bianco, la nuova funivia con una portata oraria di 800 persone e nelle due tratte con un dislivello di oltre 2 mila metri”.

Dove conviene allora comprare una seconda casa sulle Alpi italiane?

Ville&Casali l’ha chiesto a diversi operatori del settore immobiliare. In Alta Badia, per esempio, molti cercano il bilocale di 40-50 metri quadri con una disponibilità di spesa media massima di 300-400mila euro.

La richiesta si è spostata da pochi mesi verso le piccole metrature. Dove? “In particolare a Corvara e La Villa centro,” risponde Alessandra Pescosta, titolare dell’agenzia Tablé  “ma da noi prevalgono immobili di fascia più alta, a prezzi dal milione di euro in su, più ricercati dagli stranieri. L’oggetto del desiderio nostrano è dunque l’appartamento usato anni ’70 da ristrutturare (costo di ristrutturazione fra i 500 e i mille euro al mq.); e l’alternativa meno cara e interessante è Badia, a circa 8 km, dove un immobile di 50 metri su due livelli con garage si può acquistare a 195.000 mila euro, a metà prezzo rispetto a Corvara, località ben collegata (40-45 minuti circa di distanza) alla prima con il comprensorio sciistico SuperSki Dolomiti Sellaronda”.

Investire in montagna

Per i più facoltosi, infine, la Pescosta propone due nuove costruzioni (dalla demolizione di un edificato esistente) a La Villa centro, in classe Casaclima A, arredate in stile minimal, con metrature dai 90 metri in su, e a un prezzo superiore al milione di euro.

Investire in montagna adesso conviene

Secondo Roberto Pedroncelli, titolare di Immobiliare Dolomiti, il mercato immobiliare turistico in Alta Badia “scoppia di salute, visto che qui si riesce a vendere ancora sulla carta”.

Questa agenzia è l’unica a poter trattare due costruzioni a La Villa e San Leonardo, entrambi partite l’estate scorsa e pronte a “sfornare” 14 appartamenti l’uno la prossima estate.

Pedroncelli ha già venduto la metà degli immobili in costruzione (in stile locale, con prevalenza di legno), bilocali e trilocali, a prezzi da 7 mila a 8 mila euro al metro quadro (secondo l’altezza e dell’esposizione al sole).

Le zone più richieste dell’Alta Badia? “Di sicuro San Cassiano, La Villa e Corvara” conclude il responsabile dell’Immobiliare Dolomiti.

Investire in montagnaSecondo Edward Mazzer, della Edelweiss di Corvara, l’offerta prevalente consiste di bi-trilocali usati, ma “le richieste sono orientate su nuovi fabbricati in classe energetica A; anche le finiture interne, come l’utilizzo di materiali particolari (legno vecchio per la boiserie), accessori (caminetti, balconi, vetrate), e la presenza di servizi, come il centro benessere, possono a volte fare la differenza”.

Fra i parametri di preferenza degli acquirenti a Corvara resta sempre valida la posizione, la vista, la distanza dagli impianti e la vicinanza al centro.

In generale in Alta Badia i prezzi non hanno subito forti contraccolpi per la crisi “anche se per le proprietà datate e in posizioni di secondo piano, i tempi di vendita si sono allungati di molto, e i prezzi di conseguenza sono diventati più trattabili. Per le costruzioni nuove, invece, i prezzi sono saliti”.

Corvara e dintorni restano al centro dell’interesse degli investitori nazionali e internazionali. È vero che si tratta di paesi con una popolazione di poco superiore ai 1.000 abitanti, dove le attività aperte fuori stagione sono poche; ma in questi ultimi tempi si è rilevato un aumento della domanda legata al turismo internazionale anche in periodi come ottobre e maggio, riducendo così il periodo d’inattività a poco più di due mesi.

L’oggetto del desiderio? Il classico chalet unifamiliare (storico o moderno), molto difficile da trovare.

 

 

 

A cura di di ALESSANDRO LUONGO

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