Mutuo: ecco perché conviene il tasso fisso


 

Una giovane famiglia (40 anni) che può contare su un reddito netto mensile di 4 mila euro e desidera acquistare un immobile (prima casa) a Roma o a Milano del valore di 500 mila euro e dispone di metà del prezzo di acquisto, può oggi accollarsi un mutuo a tasso fisso per 20 anni pagando una rata di 1333,30 euro mensili, al tasso del 2,57% (IRS 20 anni e spread dell’1,75%) rivolgendosi all’UBI Banca. Il tasso sale al 2,62% con Unicredit. Ma il TAEG (che comprende le spese per la perizia e l’istruttoria e l’imposta sostitutiva) è identico per le due banche al 2,78%. Se la parte di mutuo salisse a 400 mila euro, il tasso migliore lo offrirebbe la Banca Popolare di Milano con il 2,82% e la rata sarebbe di 2182,52 euro mensili. Questi i dati emersi da una ricerca con il sito web di Mutui on line il 3 aprile scorso. Se il mutuo scendesse a 300 mila euro il miglior tasso sarebbe ancora quello di UBI Banca e cioè del 2,67% con una rata di 1614,6 euro mensili. Ipotizzando, invece, il mutuo a tasso variabile, il costo scenderebbe, ma non a livelli tali da renderlo consigliabile su un arco di tempo di 20 anni. Sul variabile le migliori condizioni sono offerte oggi da Unicredit con un tasso dell’1,52% (Euribor a 3 mesi oltre l’1,50% di spread). Il TAEG sarebbe dell’1,65% e la rata sarebbe pari a 1.208,43.

Un rischio giustificato?

Una differenza di 125 euro mensili non ci sembra giustificare il rischio della variabilità per un periodo di 20 anni. Da escludere pure il tasso variabile con cap, che anche se limita l’oscillazione del saggio di interesse al 3,90%, secondo la migliore offerta sul mercato (Unicredit), comporta una rata mensile di 1255 euro, con un risparmio di soli 78 euro rispetto al mutuo a tasso fisso. In conclusione, la convenienza del tasso fisso non è stata mai cosi elevata come oggi e anche se è ipotizzabile uno status quo per alcuni anni, la ripresa prima o dopo arriverà e l’inflazione e i tassi di interesse torneranno a salire. Può essere interessante osservare i tassi di interesse sui mutui anche per le case vacanza o seconde case, i cui prezzi di mercato sono scesi ultimamente in misura maggiore rispetto alle abitazioni delle città. Se una giovane famiglia comprasse una casa in Toscana del valore di 300 mila euro e accendesse un mutuo ventennale per la metà del valore spunterebbe un tasso fisso del 2,57% con UBI Banca e del 2,62% con Unicredit. Nel primo caso pagherebbe una rata di 799 euro. Se invece a comprare una seconda casa fosse un pensionato i 70 anni con un reddito netto di 2000 euro che abita a Milano o a Roma e decidesse di comprare un immobile, per esempio, in Sicilia del valore di 200 mila euro accendendo un mutuo per 100 mila euro, con durata a 10 anni, con UBI Banca pagherebbe un tasso fisso addirittura inferiore, del 2,34% (IRS a 10 anni e 1,75% di spread). Il TAEG sarebbe, però, del 3,20%, perché l’imposta sostitutiva sul mutuo salirebbe dallo 0,25% della prima casa al 2% della seconda. La rata sarebbe di 935 euro.