Vacanze a Ponza: la vera anima dell’isola


Ponza è una delle mete preferite dai turisti e da moltissimi vip, sia italiani, che internazionali, che d’estate vengono su quest’isola a godersi lo splendido mare che la circonda. Non tutti però, in vacanza, amano fare i turisti, infatti, c’è chi ama scoprire la vera anima dei luoghi in cui si trova per poterne scoprire la vera essenza. Sara Noseda ha, dunque, creato una breve guida per chi volesse visitare Ponza senza rimanere un semplice turista.

La struttura del’Isola e la sua Storia

isola di Ponza

L’Isola ha una struttura stretta e lunga, si parte dal Faraglione La Guardia e si arriva a Punta dell’Incenso, la quale fronteggia la vicinissima isola di Gavi. La presenza di grotte e scogliere, richiamano ogni anno sub appassionati e amanti del mare, ma non solo. La natura di questo luogo è meravigliosa anche nell’entroterra, dove la vegetazione è ricchissima e molto diversificata, proprio per questo è stata meta ambita in ogni epoca. Sono stati ritrovati resti archeologici risalenti agli antichi romani, come ad esempio le cisterne, da poco ristrutturate e aperte ai visitatori. In ogni angolo dell’isola si possono trovare dettagli che raccontano il territorio, popolato fin dal tempo degli Ausoni nel 1500 a.C. e teatro di tante battaglie finalizzate, appunto, alla sua conquista. Dal 1700 in poi, Ponza ricominciò ad essere popolata da famiglie di origine ischitana che avviarono opere pubbliche che ancora oggi caratterizzano l’arcipelago. L’impianto strutturale del porto è stato creato su terrazzamenti sovrapposti che digradano fino al pontile, luogo in cui alloggia la flotta dei pescherecci ponzesi. Questo genere di architettura è fortemente caratterizzata dall’influenza borbonica che avvolge l’intera isola di Ponza.

Un tour nelle tradizioni di Ponza

vacanza ponza

Partendo dalla Chiesa di San Silverio si possono trovare edifici costruiti uno di seguito all’altro e dipinti ciascuno con colori differenti, che ospitano principalmente attività volte ai turisti; negozi di frutta e verdura, bar, ristoranti, store di abbigliamento. Ma per entrare davvero nell’anima di Ponza bisogna sapere che ognuno dei proprietari di queste attività commerciali sono diventati, negli anni, i veri e propri personaggi dell’isola, come ad esempio Vincenzo e Caterina, i proprietari del bar Tripoli, il punto di riferimento di almeno tre generazioni, come ci spiega Sara Noseda:
“…puoi anche incontrare Gino in bici che si affretta a raggiungere il suo ristorante “l’Acqua Pazza”, dopo aver selezionato personalmente il pescato del giorno o Gaetano, con camice bianco candido che da Aprea Bontà sorride accogliendo i clienti affezionati che prima hanno fatto una lunga sosta da Gildo in pasticceria o a Cala Corallo per ammirare i gioielli di Alessandra Ravenna o le ceramiche decorate da Guglielmo Tirendi o quelle esposte all’Hotel Mari, selezionate da Angela Amoroso, curatrice anche del nuovo spazio a Molo Musco.”

Sara spiega anche come Ponza sia sempre stata così, spartana e allo stesso tempo molto elegante e raffinata.

In inverno il contrasto tra la luce calda del sole e i colori intensi del mare e del cielo sono ancora più forti e l’Isola in questa stagione è abitata solamente da ponzesi e dai pescatori che si radunano al bar Tripoli tornando dal lavoro, nascosti sotto i loro abiti di lana pesante.

estate a Ponza

Dalla meravigliosa spiaggia Chiaia di Luna è possibile scoprire Palmarola, un’emozione unica ogni volta, dice Sara, che continua spiegando come Ponza riservi sorprese mozzafiato a seconda del luogo in cui ci si trova. Un’altra spiaggia molto bella è quella di Frontone, in cui Gerardo Mazzarella colleziona e raccoglie oggetti che in seguito espone nel Museo dedicato a suo nonno Agostino. In questo posto è documentata con orgoglio la dura e faticosa vita di Gerardo legata alla terra e al mare: attraverso reperti come fotografie, cimeli e racconti quasi fiabeschi, il protagonista aiuta a ricordare anche di quando Ponza fu una terra di confine, durante il periodo fascista. L’isola, infatti, è stata il luogo in cui personaggi politici come Giorgio Amendola, Pietro Nenni e lo stesso Mussolini, vennero relegati.

Da Gaeta, San Felice Circeo, Anzio e Napoli attraccano al molo moltissime imbarcazioni, yacht, aliscafi e traghetti che creano un susseguirsi continuo di arrivi e partenze. Proseguendo sulla litoranea ci s’immerge in una natura fatta di cespugli di agavi, piante grasse, mirto e lavanda che colorano l’isola e portano dritti al ristorante “Casa di Assunta”, che come ci spiega Sara, è una tappa obbligatoria. Qui, infatti, i ravioli di produzione casareccia devono necessariamente essere assaggiati, prima di passare oltre e giungere uno dei punti più panoramici di Ponza, proprio a metà dell’isola, da cui si intravede “il Gabbiano”, un bellissimo b&b lussuoso che vanta camere e suite arredate elegantemente e dalle quali si può vedere Palmarola.

Nella zona chiamata “villaggio inglese” l’occhio viene rapito dai cestini intrecciati che la signora Anna Luisa Di Meglio realizza ed espone lungo la strada e anche qui si posso trovare moltissimi ristorantini in cui magiare. Sara prosegue nel suo racconto e spiega:

Ponza è colore, gioia di vivere e amore per le tradizioni e per il gusto del buon cibo. Ogni ristorante, ha saputo crearsi un’identità particolare proponendo il pescato della sua otta in ogni maniera. Igino a cala Feola, presenta una varietà incredibile di antipasti realizzati con erbe e verdure sott’aceto raccolte sulle rocce dell’isola, Assunta proprietaria del ristorante “a casa di Assunta” con i suoi ravioli ripieni di cernia, Oreste del ristorante “O ristorante” con la sua cucina esclusiva.”

Cura per le antiche tradizioni, mare splendido e meravigliose passeggiate naturali, tutto ciò che serve per immergersi totalmente nell’Isola di Ponza per una vacanza all’insegna del benessere e della riscoperta di luoghi antichi.