Weekend a Paestum, meraviglie della storia


Un weekend a Paestum è quello che ci vuole per riscoprire una delle più ambite mete dei grand tourists del XVIII secolo. Un vero e proprio “museo a cielo aperto”, un’area archeologica risultato di stratificazioni greche e romane. Una costa di 14 chilometri, in odore di Bandiera Blu. Nei pressi di Paestum si può visitare, il Parco del Cilento e Vallo di Diano, ricco ecosistema tra asperità e macchia mediterranea, con gigli marini e faggeti, le Gole del Calore e di Felitto. Letteratura e mito che imbevono cultura e gastronomia di Paestum, profumata di latte e fichi.

Come arrivare a Paestum

È semplice, ma il treno non è il mezzo più comodo (si cambia a Napoli o Salerno fino alle stazioni di Paestum o Capaccio), è meglio conquistarla in macchina, percorrendo l’autostrada A3 Salerno- Reggio Calabria e uscendo a Battipaglia; mentre per arrivare a Paestum in aereo, l’aeroporto di Cagnano è a 25 chilometri.

Il fascino dell’antica città

Circondata dalle mura con quattro Porte, la città antica di Paestum conserva splendidamente i tre solenni templi dorici, edifici di età greca (come l’ekklesiasterion) e romana (il foro, il tempio italico, l’anfiteatro e i quartieri di abitazioni) e un felice senso di sospensione avvolge gli scavi. A Paestum è una presenza ancora più antica, millenaria, quella delle bufale. La mozzarella di bufala di Paestum DOP è un’eccellenza italiana, insieme al carciofo tondo di Paestum IGP . Nei caseifici di Paestum si vede la mozzarella “mozzata” dal casaro a mani nude. È bello visitarli, oltre che per acquistare i prodotti, per degustare ricette a base di ricotta e mozzarella, gelati, yogurt e piatti di carne di bufalo. A Capaccio, la famiglia Di Foggia guida dal 1993 il Caseificio Torricelle, premio 2002 e 2005 all’Expo dei Sapori. A pochi passi dalle mura di Paestum e dal mare, si trovano le bufale del grande Caseificio Barlotti, nato ai primi del Novecento, accarezzato dalla tiepida aria che emana il tufo pestano.

L’abtuca Caput Aquae

Weekend-a-paestumA pochi chilometri da Paestum, è da scoprire il vicino centro storico di Capaccio, l’antica Caput Aquae. Un passaggio nella deliziosa Prignano Cilento, paese del fico bianco DOP e dell’Opificio Santomiele, porta all’azienda vitivinicola De Conciliis, dai meritevoli vini DOC Cilento (come un Donnaluna, aglianico) e IGT Paestum (l’aglianico Naima, il rosso Bacioilcielo, il fiano Perella). Valgono una visita Giungano, Trentinara e Roscigno vecchia, città abbandonata simile a Matera per le vecchie case di pietra bianca. Non lontano, in Contrada San Felice presso Cicerale, la piccola Azienda Agricola San Felice gestita da Anna Astone propone ceci di Cicerale e confetture di frutta come quella di agrumi con mandarinetti cinesi. Verso la costa, risuona di musica e teatro la bizantina Agropoli, che Ungaretti definisce “un’unica strada che le case fanno stretta, che bruscamente diventa quasi verticale”.

Le meraviglie di un weekend a Paestum

Il castello, descritto da di Marguerite Yourcenar in ‘Come l’acqua che scorre’, d’estate si anima di spettacoli. Una serata qui si conclude da Suricin, nella piazzetta “u’ Turrione”, per un assaggio di pizza cilentana, con pomodoro bollito e caprino. Il mare è adamantino anche a Trentova, Castellabate (set di ‘Benvenuti al Sud’ con Claudio Bisio) e Punta Licosa. Per escursioni a tema naturalistico e archeologico a Paestum (che includono anche un’altra area archeologica cilentana, l’acropoli di Velia presso Ascea Marina), molti spunti offrono Artecard, iniziativa della Regione e l’Ente Parco.