Tirolo: tra enologia e castelli


Una vacanza in Tirolo, specialmente in autunno, è un’esperienza da non perdere: sarà per la vegetazione lussureggiante dei 33 mila ettari del parco naturale del Gruppo di Tessa in cui il paesino di Tirolo è immerso, con 60 ettari di vigneti e i 400 di frutteti, sarà per la mitezza delle temperature del microclima mediterraneo creato dalla favorevole insolazione e dalla protezione della catena alpina alle spalle. Il Tirolo acquista il fascino di un sogno vestito dei colori degli alberi dal fogliame ruggine, rubino, giallo ocra, stagliati come mai su cieli cobalto, privi di nubi, spazzate dalle fresche brezze che spirano dalle montagne innevate. Come curiosità va ricordato che anche Dante Alighieri cita Tirolo nella Divina commedia come “Tiralli”, indicando autorevolmente la zona di confine e di cerniera fra la Germania e l’Italia intese come grandi regioni europee.

Amato da escursionisti esperti, in Tirolo ci si può inoltrare nell’intricata rete di 70 km di ben segnalati sentieri che salgono ai prati di malga o seguono il tema della mela o del vino, o che si passeggi lungo gli antichi canali d’irrigazione, i famosi Waalwege che garantivano un tempo la produttività dei terreni o, ancora, che si percorra la soleggiata Tappeiner. Quest’ultima è la via ottocentesca che, in soli 4 km di itinerario romantico, porta giù nel centro di Merano. Tra quest’ultima località e Caldaro si erge nella sua maestosità la vite più grande del mondo, con i suoi 350 anni di età accertati scientificamente nel 2004. Oggi il Versoaln, questo il nome della vite, è sotto il controllo dei Giardini del Castello di Trauttmansdorff, a Merano, conosciuti anche come giardini di Sissi, in ricordo della visita dell’Imperatrice d’Austria Elisabetta d’Asburgo, nel 1870. Con un grande investimento pubblico, l’area attorno al Castello di Trauttmansdorff è stata trasformata in un sorprendente giardino botanico, ricco di 7mila specie del mondo, tutte quelle che possono vivere in condizioni climatiche simili.

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Tornando a Tirolo, è piacevole vagare per i vicoli e le viuzze del villaggio alla scoperta di case dai balconi ancora carichi di gerani fioriti o di botteghe artigianali dal sapore antico. Non è un caso che proprio Tirolo, anzi il suo Castello, sia stato scelto come sede di VinoCulti Dolcissimo, evento atteso da intenditori e non. Molti e affascinanti sono i castelli nella zona, da Castel Torre che si erge, massiccio, tra i terrazzamenti coltivati a vite, a Castel Aura all’imbocco di Val di Sopranes con i suoi 11 laghetti di montagna, dallo strategico Castel San Zeno, al duecentesco Castel Fontana, abitazione un tempo di Ezra Pound, ma la scelta è caduta proprio sul castello che, nella prima metà del XII secolo, ha visto nascere la storica contea di Tirolo che reggeva le sorti economiche e politiche della regione, dando il nome a tutta la zona e divenendo poi il simbolo dell’Alto Adige stesso. E’ nella sala detta dei Cavalieri, situata nell’ala sud ha luogo il conferimento del “Dolcissimo” , premio ai dieci vini dolci altoatesini precedentemente selezionati da una giuria composta da 4 enologi, 4 sommelier, 4 esperti del Merano WineFestival & Gourmet e 4 albergatori esperti di vino.

Tra i vini dolci premiati in passato è da citare il delizioso Cachmere di Elena Walsh, le cui cantine e ristorante Castel Ringberg tra le vigne di fronte al lago di Caldaro, valgono sicuramente una digressione. Durante la degustazione dei vini che precede la premiazione, Hansi Baumgartner propone infiniti sfiziosi abbinamenti non solo con “formaggi d’artista”, ma con mostarde, gelatine e chutney (www.degust.com) che si gustano ascoltando musica jazz. Il tutto in una cornice principesca, all’insegna della qualità. Da marzo a novembre si può visitare sia il museo allestito all’interno di alcune sale del castello con un’interessante rassegna dedicata alla storia del Tirolo completata da un’esposizione di reperti archeologici ritrovati nel tempo, sia il Centro di Recupero Avifauna che ha sede nelle immediate vicinanze e assistervi a suggestive dimostrazioni di volo di falchi, gufi, aquile e avvoltoi, imponenti rapaci raccolti feriti, curati e gradatamente reinseriti nel loro habitat. Ai margini del paese, è piacevole per la sua atmosfera rarefatta visitare Parco Burglehen, con le acque limpide del piccolo lago in cui si rispecchia un ligneo cavallo alato, il cielo e il quieto paesaggio della natura tutto intorno. Una splendida vista dall’alto sul paese, sulla conca di Merano e sull’intera Val d’Adige illuminati la sera, si ha anche cenando a lume di candela sulla terrazza o nella veranda del raffinato hotel “Der Kluegerhof”, dotato di dodici splendide camere, mentre si gustano profumati piatti creati dallo chef con ingredienti freschi provenienti da coltivazioni di contadini locali, sapori che, in quell’atmosfera così magica, sembrano ancora più buoni.