Lomellina: riso, granturco e salumi d’oca


Il territorio della Lomellina è delimitato dai fiumi Po, Ticino e Sesia ed è chiuso a Nord dal confine tra la provincia di Pavia e quella di Novara.

Il rumore del silenzio, la pace di questa terra, tra campi di riso, cascinali, filari di pioppi e castelli nascosti nei borghi, affascinano il visitatore che giunge in questo territorio e che scopre con sorpresa le garzaie, zone umide disposte lungo i fiumi e in molti casi popolate dagli aironi.

Un tempo la Lomellina era coperta esclusivamente da inospitali acquitrini e fitte boscaglie. Oggi si presenta come un territorio in buona parte solcato da canali, rogge, cavi e colatori, che formano una complessa rete di corsi d’acqua, sapientemente utilizzati per l’irrigazione dei campi e il drenaggio delle acque eccedenti. Il tutto a beneficio del riso e del graturco, le due coltivazioni di gran lunga dominanti in Lomellina.

La città più importante della Lomellina è senza dubbio Vigevano, con la sua meravigliosa Piazza Ducale. Alla vista del visitatore appare all’improvviso, al termine delle vie irregolari che la contornano, con i suoi tre lati interamente percorsi da un porticato e il quarto occupato dalla scenografica facciata del Duomo barocco. 

Dietro un lato della piazza spunta l’alta torre del castello, ingresso d’onore al castello, eretto da Luchino Visconti verso la metà del Trecento, insieme alla Strada Coperta, una singolare via disposta su due livelli, uno sotterraneo e uno sopraelevato, preposti al collegamento tra il castello e una rocca esterna di cui rimangono pochi resti.

Oltre ai Musei, primo tra tutti quello della Calzatura (economia trainante della zona), non perdete la Via dei Mulini, un angolo caratteristico e tranquillo di Vigevano dove campeggia ancora un antico mulino ad acqua del Cinquecento. 

Passando attraverso Lomello, famosa per l’imponente Basilica romanica di Santa Maria Maggiore, e per Sartinara Lomellina, con il suo castello, si giunge e Mortara, seconda cittadina della Lomellina, dopo Vigevano.

Si tratta di un grosso centro agricolo che non offre molto dal punto di vista storico-architettonico, molto di più per gli amanti del gusto. Mortara è infatti l’autentica capitale dell’oca, dato che la campagna circostante rappresenta da sempre l’ideale habitat naturale per l’allevamento delle oche.

Salami, prosciutti, petti affumicati, foie gras, ciccioli (pelle d’oca fritta): sono innumerevoli i prodotti a base di oca che si possono trovare nelle botteghe e nelle salumerie cittadine.

Il periodo migliore per gustare queste specialità è senza dubbio l’autunno quando si tiene anche la sagra del salame d’oca, il gustoso insaccato che si prepara con carne magra d’oca, spalla e pancetta di suino, secondo un dosaggio e una ricetta custodito da ciascuna famiglia della zona.

Nel giorno della fiera gastronomica, le sette contrade della città si sfidano in una particolare versione del gioco dell’oca, animato da pedine viventi in costume. Un appuntamento imperdibile insieme ai molti altri spettacoli legati alla tradizione.

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