Tour della Sicilia orientale: dalle Isole Eolie a Ragusa Ibla


Negli ultimi quattro anni si è sentito parlare sempre più spesso della zona Orientale della Sicilia, che è diventata una delle mete preferite per le vacanze estive da italiani e stranieri. Che questa regione offra un cibo squisito e un mare da sogno è cosa ormai nota, ma, in particolare la parte orientale della Sicilia, è anche ricca di storia. Per chi non cerca una vacanza fatta solo di creme solari e aperitivi in riva al mare, località come Marzamemi, Ragusa Ibla, il vulcano di Stromboli e Taormina, (solo per citarne alcune), sono esattamente ciò che serve a unire momenti di cultura, di relax e di avventura, in un’unica esperienza.

Marzamemi

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Fa parte del comune di Pachino, ma non sono certe le origini del nome di questo borgo, nato intorno ad un piccolo porto da pesca. L’attività ittica, infatti, divenne, successivamente, l’attività principale della popolazione e durante la dominazione araba fu creata una Tonnara, tuttora tra le più importanti in Sicilia. I due porticcioli principali sono: la Balata e la Fossa.  Quella della pesca però, non fu l’unica attività che reggeva l’economia del paese, infatti, negli anni Ottanta s’iniziò a esportare verso gli altri paesi limitrofi, il vino prodotto localmente.

Negli ultimi anni si è puntato tanto sul turismo, offrendo moltissimi approdi attrezzati per imbarcazioni da riporto. La popolazione in estate aumenta notevolmente e, se di giorno il borgo marinaro è perfetto per una vacanza dai ritmi lenti, di sera è piena vita e di gente che riempie locali in cui mangiare o bere qualcosa.

Le casette dei pescatori sono la cosa tipica di questo borgo affacciato su di un mare cristallino. Il centro storico di Marzamemi è Piazza Regina Margherita contornata proprio da tutte le casupole dei pescatori risalenti al 1600, tra le quali sorgono due chiese, una più antica e l’altra nuova, e il castello del Principe di Villadorata, che si erge di fronte questa piazza e ne occupa tutto il lato ovest.

La Riserva di Vendicari e la Tonnara

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A metà tra Marzamemi e Noto, nella provincia di Siracusa, c’è la Riserva di Vendicari, uno dei posti da non perdere in questa zona della Sicilia. Un’oasi sita in una stretta fascia costiera acquitrinosa, molto importante per le specie di uccelli migratori, che hanno preso questo luogo come riferimento per le soste negli spostamenti dall’Africa al resto d’Europa. Il fulcro della riserva sono i tre pantani Piccolo, Grande e Roveto più altri due minori, che sono separati l’un l’altro solo da poche decine di metri.

A livello storico, questa Riserva è famosa per la presenza, tutt’oggi, di strutture archeologiche di varie epoche: dall’età ellenistica a quella moderna, passando per l’era di dominazione bizantina e medievale.  La riserva di Vendicari è stata ufficializzata nel 1984, dopo che furono dichiarati 1450 ettari di territorio “zona umida di importanza internazionale”. Questo, per fortuna, è ancora un luogo incontaminato, in cui si può godere di circa sette chilometri di spiaggia della Costa Ionica, totalmente immersi in un luogo inalterato, fra sabbia fine e insenature rocciose, pur restando a poca distanza dalla vita cittadina.

Ragusa Ibla

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È il borgo storico di Ragusa, separato dalla città moderna, situato nella parte orientale della città, si erge su una collina, circondata da una catena di altri piccoli monti e attraversata dal fiume Irminio. Dopo il terremoto del 1693, questa parte di città fu ricostruita seguendo l’assetto medievale, ma con uno stile tardo barocco. Inoltre, la maggior parte dei monumenti presenti a Ragusa Ibla fanno parte dei beni dell’umanità. L’intera frazione della città è, infatti, considerata Patrimonio dell’Unesco, in quanto importante fonte di testimonianza barocca. Il quartiere presenta una cinquantina di chiese e moltissimi palazzi nobiliari.

Anche l’architettura presente a Ibla è di grande interesse, per la grande presenza di strutture in pietra locale calcarea, che dà forma all’intera cittadina creando pieni e vuoti, volute e colonne.

Isola di Ortigia

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L’isola di Ortigia è la parte più antica della città di Siracusa, il suo nome deriva dal greco e significa “quaglia”. Questo isolotto, non troppo distante dalla terra ferma e grazie alla sua composizione in roccia, filtra naturalmente l’acqua ed è, per questo motivo, collegata a livello idrico al resto della città.

La costa dell’isola forma un grande golfo naturale, si crede che dopo la colonizzazione greca venne collegata a Siracusa tramite un terrapieno, ovvero un accumulo molto alto di terreno realizzato artificialmente e successivamente sostituito da un ponte. La costa è rocciosa, tranne per qualche piccolo golfo di sabbia.

Quest’Isola risente gli echi delle popolazioni che nei secoli l’hanno invasa: dai greci ai romani fino ai bizantini e agli arabi, e ancora, spagnoli, borboni e austriaci. In epoca moderna, l’Isola di Ortigia è stata protagonista di molte riqualificazioni del territorio, in quanto, dopo gli anni Settanta, la maggior parte della popolazione abbandonò questa parte della città per trasferirsi sulla terra ferma, così la criminalità perse il sopravvento. Ogni angolo di Ortigia è colmo di architetture di pregio in stile barocco, liberty, rococò e classico e ogni angolo del centro trasuda secoli di storia. Ci sono moltissimi luoghi di interesse culturale da non perdere assolutamente se si visita questa zona:

  • Fonte Aretusa. Zona colpa di acque sorgive sulla quale si narra una legenda molto antica secondo la quale la ninfa Aretusa, per sfuggire ad Alfeo, invaghitosi follemente di lei, chiese aiuto ad Artemide che corse in soccorso alla ninfa greca, trasformandola in una fonte.
  • Duomo. Costruito nel V secolo a.C. come tempio dedicato alla Dea Antea venne successivamente modificato per essere trasformato in una basilica cristiana. Dopo il terremoto del 1693, a causa degli importanti danni subiti, la facciata di questa chiesa venne interamente ricostruita.
  • Tempio di Apollo. Si trova nella parte settentrionale dell’isola ed è il più antico di tutta la Sicilia. Nell’arco dei secoli fu trasformato in una chiesa cristiana, in una moschea e addirittura in una caserma, durante il periodo degli aragonesi.
  • Castello di Maniace. Poderosa costruzione nella parte sud dell’isola, il Castello di Maniace, fu costruito intorno alla metà del XIII secolo. Nell’arco dei decenni fu utilizzato sia come struttura difensiva, che come residenza, ma nonostante il passare dei secoli, lo stato conservativo è ancora ottimo.

Il mercato del pesce a Catania

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Luogo suggestivo e pittoresco, che introduce i visitatori nella tradizione di questa meravigliosa città. Brusio, profumi e grida dei mercanti introducono in un mondo parallelo, al di fuori della vita frenetica urbana, in cui tutti i giorni feriali e il sabato viene presentato sui banchi pesce freschissimo, catturato nelle prime ore del mattino, oltre, chiaramente, a ogni altro genere alimentare.

La Pescheria, così viene chiamato il mercato del pesce a Catania, è paragonabile solo al suo gemello di Palermo, la Vucciria, per folclore e tradizione marinara. Il mercato si trova, sin dall’inizio dell’Ottocento, sempre nello stesso tunnel, scavato nel Cinquecento sotto il Palazzo del Seminario dei Chierici e le mura di Carlo V. Ciò che rende così particolare la visita di questo mercato, oltre al tipico chiassoso vociare di sottofondo dei pescatori, sono i colori della varietà di pesci stesi in bella mostra sui banchi di marmo bianco. Anche gli odori rendono questo posto caratteristico, perché oltre a quello tipico del pesce e del mare, a tratti è possibile sentire il profumo del pane appena uscito dai forni sparsi qua e là tra le vie del mercato.

Escursioni sull’Etna

Con un’altezza di circa 3200 metri, questo vulcano è una meta molto gettonata dai turisti di tutto il mondo. L’Etna regala spesso spettacoli di eruzioni con fontane di lava alte molti metri, che è possibile scorgere dalla gran parte della Sicilia orientale.

Nel 1987 la Regione Sicilia ha istituito il Parco dell’Etna, in quanto, sulle pendici di questo enorme monte compaiono folti tratti di vegetazione cresciuti su colline, che un tempo erano, in realtà, crateri attivi. Partendo dalla cima e andando sempre più a bassa quota si trovano pini, faggi, ginestre, betulle e querce, che costituiscono solo parte della flora che invade il territorio, mentre, scendendo ancora più in basso, si trovano molti frutteti, in particolare peri e meli.

Ci sono molte proposte per chi sceglie di fare un’escursione sull’Etna, in linea generale, comunque si parte dai piedi del cratere, raggiungibile tramite la funivia e si fanno circa sei ore di cammino, ma per potersi affacciare al cratere vero e proprio ci vogliono delle escursioni guidate e speciali per quel tipo di esperienza. In alternativa, però, si può fare una splendida passeggiata attorno ai crateri Silvestri, facilmente raggiungibili a piedi. Oggi anche questo vulcano fa parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Le Isole Eolie

Le Eolie formano un arcipelago composto da sette isole e si trovano nella parte settentrionale a ovest della Sicilia.

Quotidianamente sono moltissimi i traghetti e le mini-crociere che partono da Capo Milazzo, distante circa dodici miglia nautiche dalle Eolie, e che attirano ogni anno un numero sempre maggiore di turisti. Le isole sono tutte di origine vulcanica e sembra che la popolazione che decise di insediarvisi venne attratta dalla grande quantità di ossidana, un particolare materiale vetroso grazie al quale le Eolie divennero il centro di fiorenti rotte commerciali.

In questo arcipelago pieno di natura incontaminata e di atmosfere selvagge e pure, il mito e la storia si confondono e per questo sono state considerate, anch’esse, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Ogni isola ha qualcosa di particolare da visitare: dalla mondana Panarea, alla campestre e più tranquilla Salina, e ancora l’esplosiva Stromboli, il cui vulcano erutta con molta frequenza, passando per Alicudi, rimasta l’isola più selvatica e remota e arrivando fino a Lipari, la più grande e dall’aspetto più cittadino tra tutte, le sette isole dell’arcipelago sono particolari ognuna per differenti caratteristiche.

Taormina

Questo comune fa parte della città di Messina ed è uno dei luoghi di maggior interesse turistico: è famosa, infatti, per il suo paesaggio naturale, le bellezze marine e i monumenti storici. Taormina si trova sospesa tra rocce e mare a circa 260 metri di altezza, su un terrazzo del monte Tauro. Questo comune non ha avuto una storia semplice, tra assedi e conquiste da parte di molti popoli nell’arco dei secoli:

  • conquista dell’Impero Romano. Dal 212 a.C. tutta la Sicilia venne dichiarata provincia romana e Taormina, che fino a quel momento era rimasta sotto Siracusa, diviene automaticamente romana.
  • Assedio musulmano. Nel 913 l’Emiro Ahmad al-Qurhub organizzò una spedizione a Taormina per riprendere il controllo del territorio, che fino a quel momento era stato dominato dalla piccola componente cristiana sopravvissuta alle stragi del 906.
  • Assedio e dominio francese. Nel 1675, Taormina rimase fedele alla Corona durante la Rivolta antispagnola di Messina, questo fece infuriare i francesi che, quindi, invasero e assediarono la città. Non essendo ritenuta una zona di vantaggio, però, fu presto posta sotto la giurisdizione di un’altra città vicina.
  • Ritorno Borbone. Questi resero omaggio a Taormina costruendo un accesso più facile alla città, realizzando una strada litoranea che congiungeva Messina a Catania. Oggi, infatti, il corso principale di Taormina, chiamato Corso Umberto, si trova proprio tra “Porta Catania” e “Porta Messina”, entrambe funzionano come entrata e uscita dalla città.

Da non perdere il Teatro Greco Romano, non troppo distante da Porta Messina, luogo di spettacoli molto attivo soprattutto nel periodo estivo, e il palazzo Corvaja, anche chiamato palazzo della regina Bianca Navarra. Proseguendo per Corso Umberto, verso Porta Catania, si può entrare in Piazza 9 aprile dove si erge la Torre dell’Orologio, costruita nel XII secolo. Uno dei capolavori dell’arte gotica siciliana, da visitare a Taormina è sicuramente il Palazzo Duca di S. Stefano, che fonde insieme elementi tipici dell’arte araba e normanna.

Unite la bellezza di questi luoghi culturali e artistici alla bontà dei cibi e allo splendore del mare, infine, moltiplicate tutto per l’ospitalità infinita dei siciliani ed ecco, la vacanza è pronta. Non vorrete più tornare indietro, garantito.