Gerusalemme riscopre arte e cultura


Visitare Gerusalemme è oggi pericoloso? A guardare i telegiornali alla fine dello scorso ottobre la risposta non poteva che essere affermativa. Oggi, certamente non più di Parigi o Bruxelles. Se quattro mesi fa ci si trovava nella capitale della Cristianità e ci si mescolava a mezzogiorno tra le migliaia di turisti che affollavano la Basilica del Santo Sepolcro perfino la mia giovane guida, Or Ben Ami, sabato, 24 ottobre, rimaneva sorpresa. Qualche ora prima era arrivata la notizia che un giovane terrorista palestinese, di appena 15 anni, era stato ucciso a un casello autostradale mentre su YouTube un miliziano dell’Isis annunciava: “Verremo dalla Siria via terra per gettare i giudei nella spazzatura”.

Gerusalemme, dove scorre la vita

Gerusalemme riscopre la culturaA Gerusalemme la vita scorreva, come al solito, con qualche apprensione, ma con la consapevolezza di essere ben protetti (sia da poliziotti dotati di cani sia da uomini dell’esercito muniti di mitra). I turisti si muovevano a proprio agio, sia al Muro del Pianto sia nella città vecchia, felici di vivere in una città con una storia millenaria complessa, in un Paese che si riconosce pienamente nella Bibbia. Gli abitanti sembravano più consci della nuova situazione, ma erano dediti alle loro attività. Si chiedevano, come sempre, se sarà mai possibile trovare la pace con gli arabi. E comunque ringraziavano Dio per aver avuto la possibilità di tornare nella propria terra dopo duemila anni. Un luogo scelto da un’artista svedese, Birgitta Yavari-Ilan, arrivata qui nel 1967, perché “è il più vicino tra la terra e Dio”. Fine illustratrice e scrittrice, la signora Yavari-Ilan ha adottato 14 bambini palestinesi e scritto 13 libri. E da tempo sostiene che per gli arabi lo stato di Israele è una pura fortuna! Gerusalemme è stata scelta recentemente dai lettori di Conde Nast Traveller come la miglior città del mondo come offerta alberghiera ed EL AL come la migliore compagnia aerea del Vicino Oriente.

Cultura millenaria

Dal 22 al 24 ottobre si è svolta la Open House Jerusalem, una manifestazione iniziata nel 2007 sulla scia di Londra e New York, che ha aperto le porte a un centinaio di edifici pubblici ed abitazioni private, testimoni della grande diversità storica e culturale della città che gli israeliani intendono preservare, valorizzare e rendere più moderna. Per dire al mondo che Israele è proiettata nel ventunesimo secolo a Gerusalemme stanno sorgendo nuovi alberghi e musei, parchi e centri culturali, senza però competere con i grattacieli di Tel Aviv o di Netanya.

 

a cura di Enrico Morelli