Carlotta Parisi: l’artista della cartapesta


Delle vere e proprie “poesie tridimensionali”, quelle presentate alla mostra che si è appena conclusa alla Fortezza di Montalcino. A presentarla un fumettista molto importanti: Sergio Staino, che ha curato CARTA InCANTA, l’iniziativa dedicata a Carlotta Parisi.

Lo stesso fumettista dichiara:

sì, è vero, sono innamorato di queste opere di Carlotta, mi sembrano delle poesie tridimensionali che emanano di per sé un’aria mediterranea, antica e al tempo stesso attuale, fatta di calma, di respiri profondi, di sguardi lunghi.

È esattamente questa, effettivamente, la sensazione che si prova osservando queste straordinarie sculture e camminando attraverso i vicoli di Montalcino, ma ancora di più si percepisce l’atmosfera descritta da Sergio Staino, quando si entra nel laboratorio di Carlotta. Qui l’artista crea le sue opere con la tecnica del papier-mâché, cioè un impasto macerato di cartapesta, che viene successivamente scartavetrato e dipinto per rendere la consistenza quasi lignea.

In questo luogo i visitatori provenienti da qualsiasi parte del mondo vengono accolti e fatti entrare in uno spazio colorato e vivace, ma anche in grado di raccontare una vera e propria storia, fatta di personaggi che ricordano il mondo fiabesco e familiari per l’immaginario collettivo. Tutte ispirazioni provenienti dalla formazione dell’artista, che ha sviluppato la sua formazione a Milano come illustratrice, aprendo nel 2004 la sua attività.

A Ville&Casali Carlotta Parisi racconta:

Eredito questa passione dal mio babbo Annibale con il quale fin da bambina ho sempre condiviso l’amore per il fare.Da lui è nato il primo laboratorio in casa per noi tre sorelle. Un bancone lungo lungo, con tutti gli attrezzi e i materiali per dare libero sfogo alla nostra fantasia. Un luogo ideale per chi come me ha sempre trovato nel fare la gioia di un’emozione profonda. In quel luogo, che conservo scolpito nella memoria, sono nate anche le mie sculture perché proprio lì mio babbo ha costruito per me un teatrino di burattini di cartapesta.

L’artista prosegue, spiegando come sia affezionata all’idea di creare soggetti di facile lettura, che derivano proprio dalla sua esperienza di vita, come le sue protagoniste femminili, attraverso le quali Carlotta parla di sé stessa e i sui pensieri. Le valdorce, ad esempio, sono personaggi femminili con cui l’artista narra la storia della sua terra. Le figure che escono dalle sue mani sono leggere e sognanti, ma allo stesso tempo concrete e ben radicate a terra e in conclusione rivela a Ville&Casali:

Credo infatti fortemente che siano proprio i nostri rami e le nostre radici a dare il senso alla nostra vita.