Ceramiche artigianali: il tesoro di Vallauris in mostra


Resa famosa da Napoleone che vi approdò dopo l’esilio all’Isola D’Elba e da Pablo Picasso nel secolo scorso, la città della Costa Azzurra ospita da luglio artisti di fama internazionale delle ceramiche artigianali.

Vallauris: un po’ di storia

“Città dell’argilla e delle ceramiche artigianali” è definita Vallauris: situata tra Cannes e Antibes, essa costituisce un unico comune con la marittima Golfe-Juan, dalle spiagge sabbiose e dal porticciolo, reso famoso da Napoleone Bonaparte, approdatovi dall’Isola d’Elba il 1 marzo 1815 per iniziare l’avventura dei 100 giorni.

Se già in epoca gallo-romana i giacimenti di argilla refrattaria fornivano materiale per realizzare mattoni e vasi, il sedicesimo secolo segna un momento decisivo nello sviluppo di tale artigianato, quando la città, devastata dalla peste, viene ripopolata da 70 famiglie provenienti dalla Liguria.

La produzione nel corso del tempo si è evoluta: dalla ceramica destinata all’uso di cucina, molto in auge tra la ne del XIX secolo e l’inizio del XX esimo, a quella artistica, fiorita soprattutto grazie alla famiglia Messier, che apre tre atelier e nella lavorazione introduce smalti colorati e lustri metallici.

Picasso e le ceramiche artigianali

È un grande dell’arte del 900, Pablo Picasso, ad innovare e creare la fama di Vallauris: nel 1946 l’artista spagnolo, visitando l’esposizione annuale dei ceramisti, incontra Susanne e Georges Ramié.

Nel loro atelier Madura nascerà un’eclettica produzione, di circa 4000 opere originali, dalle sculture fino ai piatti decorati e ai vasi. Due anni dopo Picasso si stabilisce a Vallauris, ed anche quando si trasferirà a Cannes e poi a Mougins con Jacqueline Roque, la sua ultima moglie, incontrata proprio dai Ramié, la collaborazione con Madura e con Vallauris continuerà.

ceramiche artigianali L’Homme au moutonCosì la città può vantare, sulla piazza della chiesa, uno dei pochi monumenti di Picasso, la statua bronzea “L’Homme au mouton”, donata dall’artista nel 1949.

Altre tracce importanti del suo passaggio sono le composizioni monumentali all’interno del castello: nel 1952, ulteriore segno dell’impegno per la pace, testimoniato da “Guernica”, egli dipinge su due pannelli in legno di oltre 100 mq., che riprendono la forma della volta della cappella romanica, le simboliche raffigurazioni della “Guerra e della Pace”. Esse danno il nome al Museo Nazionale Picasso, ma il maniero rinascimentale, fino alla rivoluzione francese dimora dei priori dell’abbazia di Lérins, ospita anche altri musei.

Sono quello “Alberto Magnelli”, consacrato al pittore fiorentino pioniere dell’Astrattismo, che visse nella vicina Grasse dal 1940 al 1970, e il bel “Museo della Ceramica” dove, accanto alla produzione artigianale tipica, troviamo i pezzi premiati a partire dal 1968 alle Biennali della Ceramica.

La XXIV edizione della Biennale della Ceramica

ceramiche artigianaliGiunta alla XXIV edizione, quest’anno la rassegna torna a presentare dal 2 luglio al 31 ottobre a Vallauris il meglio della produzione internazionale di ceramiche artiginali, investendo vari luoghi cittadini, dove si tengono mostre di opere firmate da 64 artisti di fama, tra cui gli italiani Bertozzi & Casoni, la svedese Christin Johansson, gli olandesi Hella Jonegrius e Marcel Wanders.

Nel 2016 la Biennale celebra due anniversari: i 50 anni dal primo concorso organizzato dall’Associazione dei ceramisti di Vallauris, e i 10 anni dalla sua nuova identità, orientata alla creazione contemporanea, che si declina in un articolato percorso espositivo attraverso la città.

Si comincia con le opere selezionate dalla giuria nell’ambito del Concorso 2016 (vincitori i francesi Marc Alberghina e Patrick Loughran, l’irlandese Brendan L.S.Tang e l’austriaca Helene Kirchmair), e l’esposizione dedicata all’artista Kim Joon, che nei suoi lavori unisce motivi della tradizione coreana a referenze della cultura pop occidentale.

ceramiche artigianali Sempre la Corea del Sud è invitata d’onore alla sala Eden, mentre la Maison des Quartiers ospita “Made in Netherlands”, vale a dire il design olandese. La Sala Arias, nuovo spazio iconico, un tempo salone del famoso parrucchiere Eugenio Arias, frequentato da Picasso, accoglie i lavori radicali ed innovatori della svedese Christin Johansson, mentre la Sala Jules Agard nella mostra “Object?..Objections?” presenta opere di una ventina di creatori, tra funzionalità e creazione artistica.

Il duo Bertozzi & Casoni, già premiato nel 2000 alla XVII Biennale, espone all’Espace Grandjean le ironiche sculture-assemblaggi di oggetti di recupero, che li hanno resi famosi.

Ma per fare davvero l’en plein delle ceramiche artigianali  a Vallauris (dove esiste anche un Museo della ceramica kitsch, con oggetti degli anni 60-80), ed osservare davicino artigiani e tecniche di lavorazione, vale la pena percorrere la centrale avenue Georges Clemenceau, con i suoi laboratori e atelier d’arte, e i vari negozi specializzati. Senza dimenticare, però, che nelle campagne circostanti, immerse nella vegetazione mediterranea, si producono anche molte delizie alimentari, invendita alla cooperativa agricola Nerolium, famosa soprattutto per la squisita marmellata di arance amare.

E, per chi ama la musica, la vicina Juan-les-Pins, prediletta da Francis Scott Fitzgerald, dall’11 al 20 luglio fa risuonare la Pineta Gould con le note dei migliori jazzisti del mondo, protagonisti del celebre festival Jazz à Juan.

 

 

 

A cura di Claudia Sugliano

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