Architettura giapponese in mostra a Roma


Fino al 26 febbraio 2016 le singolari strutture del MAXXI di Roma, firmate da Zaha Hadid, ospitano una mostra inconsueta e preziosa: The Japanese House, una mostra sull’architettura giapponese dal 1945 a oggi.

Curata da Pippo Ciorra in collaborazione con Kenjiro Hosaka (National Museum of Modern Art, Tokyo) e Florence Ostende (Barbican Centre, Londra). Chief Advisor della mostra Yoshiharu Tsukamoto (Atelier Bow-Wow / Tokyo Institute of Technology.

Occasione straordinaria non solo per gli appassionati di architettura di avvicinarsi a una cultura lontana e affascinante, ma di apprezzare la costante ricerca da parte dei progettisti nipponici di conciliare memoria e continuità con l’innovazione architettonica, anche estrema.

Nel Giappone annientato alla fine della seconda guerra mondiale la casa, cioè l’architettura residenziale, Architettura giapponesediventa nel tempo il luogo della sperimentazione pur conservando il rispetto per i classici moduli lineari ed essenziali, gli spazi aperti plurifunzionali e divisibili con lievi pannelli, l’utilizzo dei materiali della tradizione come il legno, la stuoia e l’inserimento di pochi mobili essenziali.

L’ormai ben nota grandezza della progettualità nipponica si esprime non solo nelle realizzazioni internazionali di archistar come Kenzo Tange, Toyo Ito, Kazuko Sejima e Shigeru Ban, alcuni premiati con il Pritzker, il Nobel dell’Architettura, ma anche nell’idea di abitazione.

Di un luogo dove liberarsi dalle rigide regole e pressioni esercitate dalla società giapponese per ritrovare, anche in città cresciute a dismisura, una dimensione personale di armonia ed equilibrio.

Attraverso disegni preparatori, fotografie, video e impeccabili modelli in scala il visitatore ha un quadro di circa sessanta autori, alcuni meno noti in Italia ma apprezzati in Giappone: come Shirai, Shinohara, Sakamoto.

Con quattordici aree tematiche e un percorso di settanta anni si passa dalla ricostruzione post bellica al boom economico, alla società consumistica e all’urbanizzazione massiccia, all’innalzamento dell’età della popolazione e relative nuove esigenze, alla necessità di confrontarsi con le catastrofi naturali, a cominciare dai terremoti, attraverso modalità costruttive da cui avremmo molto da imparare.

L’architettura giapponese al MAXXI

Per maggiori informazioni visitate il sito ufficiale del MAXXI.

 

 

A cura di PICCI MANZARI

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