Convergenza di stili, miscela di emozioni


La Bottega di corte di Leonardo Niccolai, a Firenze, è un luogo magico dove oggetti di antiquariato e vintage si accostano in modo sapiente a manufatti di più recente fattura.

1“Sono originario di Montecatini Terme”, racconta Leonardo, “e quando avevo 16-17 anni andavo a lavorare nelle aste serali, per guadagnare qualche soldino. La mia passione per l’arte è nata da lì e poi l’ho coltivata sino a farne una professione“. Il negozio di Leonardo presenta uno stile unico, dove oggetti diversi per stile e provenienza sono reinterpretati in maniera unica e singolare. “Il mio intento è dimostrare che è possibile arredare con gusto la propria dimora usando tanti stili diversi, mescolati tra loro. Oggetti antichi, altri shabby, convivono felicemente con il vintage e l’antiquariato più classico”, spiega Leonardo Niccolai. “Il requisito fondamentale? L’oggetto deve piacere a chi lo acquista, solo così può inserirlo bene nel contesto”.

Il negozio di Leonardo è la dimostrazione di questa teoria: qui divani antichi sono accostati a cassette della frutta usate come tavoli da caffè, mentre vecchie sedie da cinema, sistemate in verticale, si trasformano in una originale libreria. Il segreto per rendere armoniosa questa piacevole mescolanza risiede nella scelta dei colori e dei tessuti. Leonardo ha un vero talento, riesce sempre a trovare la tonalità più giusta per valorizzare un oggetto. “Il segreto?”, spiega, “sta nell’abbinare dei colori tenui, pastello. Prediligo toni chiari, come il bianco, l’avorio, il tortora sia chiaro che scuro. Anche il grigio, con moderazione, va bene. I colori chiari, infatti, stanno bene accanto ai mobili in legno, spesso scuri o ingrigiti dal tempo”. Ecco, allora, che il divano “a fagiolo” del 1920 è stato rivestito di lino grezzo e juta lavata, ed impreziosito dallo schienale capitonnè, con lavorazione eseguita interamente a mano. Il gusto di Leonardo è particolarmente adatto alla stagione estiva, dove il color corda e le tonalità tenui hanno sempre successo.

4“L’importante”, sottolinea Leonardo, “è evitare colori vistosi, decori eccentrici. Consiglio, quindi, il color corda, il lino grezzo a righe o stampato, il damascato chiaro”. Leonardo viaggia molto, in Italia, Inghilterra e Francia, per scovare gli oggetti che poi venderà e ad ognuno è legato in modo speciale da un filo di ricordi. “Amo soprattutto le vecchie casseforti del 1800 o dei primi del Novecento: sono perfette come armadi o tavolini. Interessanti sono anche le lettere tipografiche, che restauriamo e con cui realizziamo tante cose: quadri, decori, tavolinetti. Poi ci sono le lampade, in cui la piantana è realizzata con cavalletti di fari teatrali o tripodi da teodolite: i paralumi sono in tessuto, cuciti a mano dalle nostre artigiane. In realtà, ogni oggetto che espongo è un piccolo pezzo di cuore“, conclude Leonardo.