Matera, Capitale europea della Cultura 2019 e i suoi Sassi “tirati a lucido”


“Sassi” tirati a lucido in vista della consacrazione di Matera a Capitale europea della Cultura 2019. Diverse le novità in vista.

La Cava del Sole, all’ingresso della cittadina lucana, diventerà un centro di produzione cultural-artistica con uno spazio multifunzionale di 800 posti. Quasi recuperati anche i due cinema, Kennedy e Duni, e in via di realizzazione il Basilicata Open Space, voluto dall’Apt Basilicata nel palazzo dell’Annunziata in piazza Vittorio Veneto per raccontare la cittadella in chiave “immersiva”, con ologrammi e una postazione front desk informativa.

La città del sud è in pieno fermento dal punto di vista culturale e artistico. E si proietta anche oltre la data del 2019. Entro luglio dovrebbe essere insediata nell’ipogeo di Giuseppe Fragasso la mostra permanente di Salvator Dalì. Un’iniziativa di Beniamino Levi, esperto di arte moderna a livello mondiale, e del gruppo Cuboin di Antonio De Padova.

Il tour ideale di Matera parte da Palazzo Lanfranchi in piazza Giovanni Pascoli, sede del museo d’arte medievale e moderna. E, in particolare: il Telero di Carlo Levi, Lucania61; la collezione d’Errico (nobile collezionista) con tele del ‘600 e ‘700 di Salvator Rosa e Solimena; e, infine, la collezione Guerricchio, pittore fra i più importanti a livello locale.

Vale la pena chiedere il permesso di accesso alla terrazza per una vista mozzafiato sui Sassi, il parco della Murgia e le chiese rupestri. Piazza del Sedile ospita il Conservatorio, e ricoprì un ruolo strategico a cavallo del 1663-1806, quando Matera fu capoluogo della Basilicata. Allora venne ampliata e furono realizzate le due torri campanarie.

Da qui si arriva in cinque minuti a Piazza del Duomo, che domina la vista sul Sasso Baresano e ospita la cattedrale della Madonna della Bruna, all’esterno romanica, all’interno barocca. Pregevoli le due cappelle scolpite nella roccia: dell’Annunziata e del Presepe (o di San Giuseppe); e l’altare intarsiato di madreperla. Superando Palazzo Viceconte, dimora storica trasformata in sole 14 camere (con una collezione di opere private del titolare omonimo, Giovanni) si arriva al Musma, museo della scultura contemporanea, con tante opere interessanti nei vari ipogei e anche al piano superiore.

Dall’ampia Piazza San Pietro Caveoso, al centro dei Sassi, si arriva alla chiesa rupestre San Pietro in Monterrone; di qui il vicolo Solitario porta al Vicinato delle Malve, case costruite intorno a un nucleo ripopolate da molti artisti fino agli anni 70-80. Non bastano due giorni, tuttavia, per ammirare la “Grande Bellezza” di Matera.

Ami questa città? Te ne avevamo già parlato in questo articolo!

di Alessandro Luongo

 

 

© Riproduzione riservata