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Settembre 2010

È composto ma ingegnoso il progetto della villa di 400 metri quadri a Esine (Boario Terme), dell’architetto Antonio Brizzi. Gli ambienti della villa (su due livelli più il piano seminterrato), sono stati ridisegnati nel senso della rarefazione formale e di una distribuzione più omogenea: al pianterreno ci sono il soggiorno di gusto moderno, con pareti bianche e pavimento in listoni di rovere, la zona pranzo e la cucina; al piano superiore, la zona notte, con due camere da letto e altrettanti bagni. A una rivisitazione dello stile rustico, suggerito dalle travi bianche di legno a vista, si contrappongono gli arredi semplici, come la poltrona Egg di Fritz Hansen, e gli elementi dalle severe geometrie, come il tavolo basso di Vitra. L’abitazione, in cui ogni ambiente denota un approccio architettonico, è come una grande scatola in cemento, contenitore di un’intimità magica, con volumetrie cariche di memorie e contemporaneità.

Il compendio di attualità e storia ritorna in un’abitazione restaurata a Fontana-Colle della Trinità, vicino Perugia. La casa è quasi una galleria d’arte, che raccoglie sculture, quadri, opere di ogni tipo di artisti come Mario Ceroli, Michelangelo, Pistoletto, Alberto Burri, Nicola De Maria. Il discreto interior design non entra mai in conflitto con queste importanti presenze. Al contrario, gli ambienti, articolati su due livelli, avvolgono l’ospite in un’affascinante aura estetica, con un risultato di armonia che non rischia mai sovrapposizioni o affollamenti.

Emozioni del passato si vivono anche in una villa di fine Settecento a Carruba, nella fertile zona del catanese tra Aci Reale e Giarre. Qui, il giardino di 8mila mq è stato rivoluzionato dalla landscape designer Alessandra Schilirò sotto la guida del suo maestro Ettore Paternò, pioniere dell’arte paesaggistica in Sicilia. Il concept centrale del progetto è l’esaltazione di un canale visivo che collega la villa all’Etna e al mar Jonio. Conservati i limoni e il filare di Phoenix Canariensis, il resto del giardino è stato creato ex novo, con il parziale livellamento delle terrazze naturali e l’inserimento di piante mediterranee ed esotiche (come carrubbo, ulivo, l’australiana Brachychiton rupestris, palme particolari, cespugli). Gruppi di alberi ad alto fusto fanno da cornice a questo asse ideale, all’interno del quale, da ogni luogo, è possibile gettare lo sguardo sui due splendidi scenari naturali. Sottolinea l’identità etnea la scelta della pietra lavica locale per la creazione di camminamenti e muri di contenimento.


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