Ville&Casali di settembre in edicola


Una designer ad honorem

“Leggo da anni la vostra rivista. Ho ristrutturato diverse mie proprietà sempre ispirandomi unicamente alle immagini prese dalle pagine da voi pubblicate. Ho appena terminato la ristrutturazione della mia villa-casale all’Olgiata, a Roma, proprio sul campo da golf. Allora ho pensato, perché non evidenziare come un’assidua lettrice di Ville&Casali sia riuscita, con la sua passione e la lettura delle sue pagine, a realizzare da autodidatta una casa cosi bella…?” Inizia così la lettera di Alessandra Onorato ricevuta all’inizio dell’estate in redazione. Difficilmente la casa di una lettrice, se non curata da un architetto o interior designer, viene giudicata adatta per Ville&Casali. Ma avendo il massimo rispetto per i lettori, non solo abbiamo scoperto che questo caso era diverso, ma che meritava ampio spazio. Così ci siamo resi conto che si può diventare interior decorator o designer ad honorem, anche leggendo la nostra rivista!

Questo mese pubblichiamo anche la villa di Paul Wiseman, un famoso interior designer di San Francisco, e la nostra collaboratrice americana, Kirsten Honeyman, ci avverte di non usare per lui la parola architetto, che implica un altro tipo di laurea e di specializzazione. E precisa: “Negli Usa, per essere un interior designer devi possedere maggiori abilità ed essere in grado di realizzare modifiche più profonde a una casa di quanto possa fare un interior decorator (che si limita a modifiche più superficiali, come cambiare le tende o i tessuti dei divani)”. In Italia, come negli USA, l’architetto realizza modifiche strutturali e studia l’organizzazione degli spazi. Quest’ultimo compito è, tuttavia, quello specifico dell’interior designer, che cura anche gli aspetti funzionali dell’abitare. Una scienza che ha dato vita nel nostro Paese a molti corsi universitari.

Anche Lucilla Scazza che firma in questo numero una bella casa ristrutturata a Forte dei Marmi si definisce interior designer. Ville&Casali naturalmente non trascura gli architetti, come Massimo Menichelli, che ha realizzato un bel progetto di giardino “all’italiana”. Questo numero dà, poi, ampio spazio all’illuminazione, ai divani e alla decorazione, come i tappeti berberi oggi tanto di moda. Infine, un reportage su Ischia permette di scoprire che si torna ad investire in immobili sull’isola a prezzi dimezzati.