L’oasi verde degli inglesi nelle Marche


Sul paesaggio collinare delle Marche, intorno ad un casale che parla di affetti in un tempo sospeso di ricordi e memorie, sorge un giardino in una magnifica posizione panoramica, organizzato su più livelli che si perdono nell’ordinato patchwork di piante e di fiori che segnano le colture tipiche della zona.

“Nel progetto di questo giardino ho voluto seguire scrupolosamente le leggi della natura, creando uno spazio verde che si integra con armonia nella cornice in cui nasce, esaltando la vista di cui gode”, afferma la paesaggista Luigina Giordani, che ha progettato questo splendido giardino. “L’intervento è stato anche quello di rendere fruibile tutta l’estensione del terreno, creando delle zone pianeggianti. Il terreno è stato quindi modellato e contenuto con muretti e palizzate in legno di castagno”. Un disegno semplice e raffinato, in un equilibrio perfetto di fioriture, sempreverdi e nuvole di graminacee, abbraccia l’abitazione in mattoni e pietra, attentamente restaurata dallo Studio Ferranti.

Camminare tra bordure miste di graminacee e piccoli arbusti, lasciarsi attrarre da un gioco di linee geometriche, rettilinee e fluide, di verde e fiori, di profumi di lavande e rosmarini: questo giardino è ricco di angoli affascinanti di cui godere in ogni mese dell’anno. La sua geometria è disegnata da pergolati, piccoli muretti e percorsi dove muoversi in libertà. Il giardino si sviluppa su balze, che si percorrono grazie a dolci sentieri a prato o in ghiaia, collegati da scalette in mattoni o legno, cadenzati da file di fiori colorati da osservare in un silenzio d’ovatta. Colori caldi, ricchi e intensi, dorati dal sole in ogni loro sfumatura, sono il coup-de-coeur di questo giardino. Gelsi, peri e meli da fiore punteggiano, poi, le bordure informali giocate nei toni pastello: dal rosa pallido all’indaco dall’azzurro al blu, stemperati dal bianco al crema fino ai grigi.

 

In questo giardino batte forte il cuore nel percorrere i suoi sentieri, di fronte alle delicate nuance della gaura fino all’indaco della Verbena bonariensis, ai batuffoli giallo dorati di Pennisetum ‘Hameln’ con le lunghe spighe setose, alla diafana bellezza di Stipa Tenuissima, leggera come le piume, ai densi ciuffi di foglie verde ceruleo della Koeleria Glauca, con spighette verde argenteo, all’azzurro delle sfere globose di Agapanthus, una profusione di armonia e leggerezza, seguito dal profumo inteso della Perowskia atriplicifolia, Salvia jamensis e Salvia uliginosa. Le nuvole vaporose di graminacee, nella loro verticale trasparenza, conferiscono al giardino un aspetto rigoglioso e pieno, mosso e naturale, quando il vento le accarezza dolcemente. Piace a chi segue l’istinto e ama lasciarsi trasportare dalla semplicità di un giardino che conosce il linguaggio segreto della natura.

Di Emanuela Rappi
Foto di Luigina Giordani

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