Le forme del legno


Quella dell’antica famjia Chiavazza è una storia lunga ben sei generazioni, in quel Piemonte brumoso e creativo che tanto regala al design e all’arte. 2Papà Tullio e i figli Yuri e Noemi Anthea formano un team affiatato e solido, con i compiti ben definiti: Tullio si occupa della scultura, Yuri della falegnameria e Noemi della parte artistica. “Ogni progetto è unico”, spiega a Ville&Casal i Tullio Chiavazza. “Di solito partiamo da un’idea ma poi nel corso della lavorazione essa si evolve, muta, assume forme nuove. Molti prodotti e creazioni sono realizzati su nostro disegno, interamente a mano”, precisa Tullio. L’impegno artistico è sviluppato con massima cura ed attenzione: in particolare fa capo la bravura artigianale, tramandata di padre in figlio nei disegni e modelli esclusivi dei lavori. Un’ottima conoscenza dei complessi segreti della lavorazione del legno e una padronanza del “mestiere” consentono di utilizzare una produzione di alto livello qualitativo e di grande suggestione.

3Per le loro creazioni gli artigiani utilizzano solo legni essiccati naturalmente, quindi non passati in essiccatoio, per questo”oggi lavoriamo i legni messi a stagionare da mio nonno”, precisa Noemi Chiavazza. “Le essenze che usiamo di più sono il rovere e l’ulivo, tra i legni pregiati italiani, l’ibisco e il tek per quelli di provenienza estera.

Ciascuno di essi trova impiego nelle diverse creazioni: ad esempio, per i taglieri è più usato l’ulivo, mentre per la scultura si preferisce l’ibisco”, spiega Tullio. La sua formazione artistica, del resto, include diversi stili, tra cui il barocco piemontese, il rinascimento, il gotico, il fiammingo. Ma non basta, perché importanti esperienze arrivano anche dai soggiorni all’estero, nella ex Jugoslavia e in alcuni paesi dell’Asia meridionale, dove apprende le tecniche di artigiani e scultori locali.

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