Aldo Londi – il ceramista del novecento


Aldo Londi, artista della materia, del colore e delle forme, il cui lavoro, nell’arco di decenni, ha assolto il compito di far conoscere nel mondo un nuovo stile di far ceramica decorativa che aveva radici ben solide nella tradizione, ma che guardava alla modernità e al design

Aldo Londi sfugge ad ogni classificazione e ogni definizione su di lui appare limitativa. Maestro di vita ed esempio di geniale operosità per le giovani generazioni, Aldo ha saputo coniugare saggezza ed umiltà con il successo artistico e professionale che ha meritato. Al fedele amico nelle avversità e nelle fortune della vita e del lavoro dedico con gioia questa pubblicazione”.

Così parlava, nel 1991, Vittoriano Bitossi.Aldo Londi

A distanza di tanto tempo è uscita una nuova biografia dedicata al grande ceramista, frutto del lavoro di Marina Vignozzi Paszkowski, storica dell’arte, e di Silvia Floria, archivista e pubblicata dalla Fondazione Vittoriano Bitossi. 

Fondamentale raccontare la vita piena e ricca di un uomo e artista che è stato l’anima creativa della Manifattura Bitossi e che, con la sua attività, ha favorito, da precursore, l’ingresso del design nel mondo della ceramica attraverso il sodalizio con un giovane Ettore Sottsass che frequentò la manifattura quasi fosse un vero e proprio laboratorio di sperimentazione sulle forme ed il colore.

Aldo Londi e la sua geniale operosità

Aldo Londi, un “Uomo di lavoro”, come lui si definiva, ha dedicato una vita intera alla ceramica, sua compagna del vivere quotidiano: nella percezione che egli aveva di se stesso si sentiva in primis artigiano e solo dopo ceramista: tuttavia, ha lasciato una eredità di spunti, idee, esperimenti sulla materia come i più prolifici artisti non fanno.

Una figura eclettica e poliedrica quella di Aldo Londi, che a soli 11 anni comincia ad aggirarsi per i laboratori di ceramica con grande curiosità, assetato di conoscenza e apprendimento rispetto a questa tradizione produttiva così forte, ma ugualmente desideroso di innovare, di ascoltarsi e dare espressione alla propria creatività.

 

 

 

A cura di Aldo Mazzolani
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