Ristrutturare pet-friendly – come tutelare i volatili


Pochi pensano (anzi, purtroppo quasi nessuno) che costruire o ristrutturare pet-friendly sia possibile.

Ristrutturare o costruire una villa o un casale può causare gravi conseguenze alla fauna locale, a partire dagli uccelli. Con il risultato che i nostri amici pennuti soffrono di uno “sfratto coattivo” e rimangono senza possibilità abitativa.

Ecco qualche consiglio per costruire e ristrutturare pet-friendly ad architetti, ingegneri, geometri e titolari di costruzioni.

Parliamo soprattutto di rondoni, pipistrelli, passeri e codirossi che, tra l’altro, sono preziosissimi divoratori di insetti. E di questi tempi, in cui il clima si fa sempre più umido, è un fattore non trascurabile.

Inoltre, rapaci come civette e gheppi sono grandi sterminatori di topi, arvicole e talpe. Rimedi naturali e sempre infallibili, che meritano rispetto e tutela.

Riccardo Tucci, socio fondatore e membro del consiglio direttivo del Gruppo ornitologico lombardo, che lavora da oltre vent’anni come dottore forestale al Parco Regionale Nord Milano e da circa trenta anche come Guardia venatoria volontaria del WWF, spiega: “Molto spesso i nuovi edifici non sono adatti a ospitare nidi, non presentando fessure, cavità o semplicemente posatoi, mentre quelli storici, vecchi o anche solo non recenti, con la ristrutturazione diventano meno ospitali per la fauna”.

ristrutturare pet friendlyCiò accade, spiega l’esperto, non appena si cementano i possibili rifugi o potenziali siti di nidificazione, come i fori dei coppi del tetto, le buche pontaie, i sottotetti, oppure quando per i muri si usano intonaci poco adatti (ad esempio, quelli lavabili, se non addirittura le piastrelle) a permettere a rondini e balestrucci di realizzare il proprio nido, in quanto scivolosi.

Addirittura si montano le impalcature in pieno periodo riproduttivo, bloccando l’accesso ai nidi o imprigionandoli (e quindi uccidendoli).

Come si può costruire e ristrutturare pet-friendly

Tucci consiglia di mostrare la dovuta sensibilità durante i lavori di ristrutturazione degli edifici, rurali o urbani che siano, evitando, se possibile, di montare le impalcature nel periodo di nidificazione.

Alcuni consigli pratici sono:

  • Lasciare vecchie cavità preesistenti sui muri esterni (magari legate ad altri tipi di manutenzione o costruzione, come le buche pontaie);
  • mantenere gli spazi (anche fessure di pochi cm) tra grondaie e sottotetto;
  • usare intonaci e rivestimenti dei muri esterni porosi e adatti alla realizzazione dei nidi delle rondini.

Canne fumarie

Un importante metodo per prevenire l’entrata degli uccelli nelle canne fumarie (e quindi la loro morte, oltre ad eventuali danni che potrebbero causare, finendo dentro una villa attraverso il caminetto), è quello di apporre intorno ai comignoli una rete metallica a maglie fini.

La rete dovrà essere robusta, con lato anche solo di uno o due centimetri, così da impedire l’accesso a rapaci notturni e molte altre specie in cerca di un rifugio per il freddo.

Polizia provinciale o associazione ambientalista

Se nonostante si sia pensato di ristrutturare pet-friendly, proprio non ci accorge di un nido preesistente, contattare la Polizia Provinciale competente per territorio o un’associazione ambientalista o animalista, per poter cercare di salvare il salvabile, anche attraverso il ricovero presso un Centro recupero animali selvatici.

 

 

 

di Maria Paola Gianni

Foto prese da Shutterstock

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