Villa panoramica sulle colline di Spotorno


Sulle colline di Spotorno, a Vezzi Portio, in provincia di Savona, un imprenditore ha acquistato anni fa una villa panoramica completamente da ristrutturare.

Da questa località, dove nel 1964 Alberto Lattuada ha girato il film La spiaggia, si può ammirare l’isola di Bergeggi.

Un panorama che ha certamente influenzato il proprietario, che ha chiesto allo studio savonese Bianchi e Bosoni architetti associati un’importante e radicale ristrutturazione della villa.

Grazie all’utilizzo dei portici e al sottotetto, che è stato alzato”, spiega l’architetto Alberto Bianchi a Ville&Casali, “è stato possibile progettare la villa su tre livelli e predisporre il secondo e ultimo piano per un eventuale futuro appartamento autonomo”.

Le arcate del piano terra preesistenti”, spiega l’architetto, “sono state mantenute ampliandole e rinnovandole grazie all’utilizzo della pietra del Finale (una pietra calcare tipica della zona, i cui colori variano dal rosa al marrone), minuziosamente assemblata ad imitazione dei muri a secco dei terrazzamenti liguri”.

Anche i muri di confine e di sostegno hanno il medesimo rivestimento.

Villa panoramica

Tre piani per la villa panoramica

I tre livelli della villa, su richiesta del proprietario, sono stati così suddivisi: al piano terra l’ampia zona soggiorno e nell’ambiente cucina un modello della Dada (di colore bianco lucido che ben contrasta con le pareti rifinite a stucco veneziano di color nero), al piano primo due grandi suite (camera, bagno e cabina armadio).

Villa panoramicaAl secondo piano, o sottotetto, una nuova zona living, camera bagno e relativa cabina armadio per consentire in futuro di essere destinata ad un appartamento autonomo.

Per collegare il primo piano con il piano terra sono state progettate due scale, una a fisarmonica e l’altra con gradini a sbalzo, entrambe costruite in cemento armato gettato in opera grazie alla sapiente lavorazione di carpenteria dell’impresa del proprietario Ediluca, e rivestite in legno di rovere tinto wengé.

Per realizzare le scale abbiamo dovuto sacrificare un paio di solai e un bel po’ di spazio”, racconta l’architetto.

Il risultato finale non solo risponde a un’esigenza di funzionalità, ma conferisce uno slancio all’ambiente, rendendolo molto scenografico.

Grazie alla passerella in cristallo ricavata demolendo il solaio, lì dove in origine era collocato il locale di ingresso, è oggi possibile accedere alle due suite.

La camera padronale dotata di un particolare soffitto luminoso ad anello ha, come tutte le stanze da letto, il proprio bagno adiacente.

Le ampie vetrate scorrevoli della zona giorno, al piano terra, sono state pensate per eliminare qualsiasi barriera muraria, ampliando lo spazio in modo da consentire di goder della vista sull’intera vallata sottostante.

Fulcro della zona living è il grande camino passante a bioetanolo posizionato al centro e creato per nascondere la presenza di due pilastri esistenti.

Tagli luminosi e “giochi” di controsoffitti in cartongesso, su disegno del progettista, contribuiscono a movimentare le superfici orizzontali sottolineando le diverse destinazioni del grande open space, disegni che trovano collocazione anche sulle pareti verticali vicine al grande schermo led opportunamente incassato.

Dalla zona living è possibile, grazie a una larga scalinata in Villa panoramicapietra, accedere alla piscina. La zona living dell’ultimo piano è dotata di due terrazzi a tasca per godere della splendida vista sull’isola di Bergeggi e sulle colline circostanti.

Sia al primo che al secondo piano, su disegno dello studio Bianchi Bosoni, sono state progettate delle librerie attrezzate realizzate in cartongesso e rifinite con colori molto accesi.

Per le superfici dei pavimenti è stato scelto il gres ceramico (Mosa) per il piano terra e un parquet bianco (listone Giordano) per i restanti piani.

Le tonalità delle pareti vanno dal crema al tortora, al grigio, con alcuni accenni più spinti come il rosso o il lilla.

Una villa quindi molto contemporanea, la cui costruzione ha richiesto due anni di lavoro.

 

 

 

A cura di Marta Guidi
Foto di Andrea Pecchio
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