Ristrutturare una casa piccola con fantasia


Ristrutturare una casa piccola, di 75 metri quadrati di superficie. Che racchiudono, però, in un piccolo spazio, più livelli di lettura e una grande ampiezza di dettagli.

A partire dallo schema con cui sono impostati gli ambienti: che, visti in orizzontale, si suddividono in due fascioni, contraddistinti dal diverso rivestimento scelto per i pavimenti, l’uno dedicato alla zona giorno e l’altro alla zona notte.

Se esaminati, invece, in verticale, seguono il percorso di delimitazione dei muri e separano – per il tramite di un tradizionale corridoio – l’area “servizi” dell’appartamento (cioè la cucina e il bagno) dalle stanze del tempo libero, del riposo e del relax.

Il progetto, denominato Corso Orbassano_8th, a sottolineare «la localizzazione all’ottavo piano», è stato sviluppato a Torino, dall’architetto under 30 Alessio Primavera, per la ristrutturazione di un appartamento in un palazzo anni Settanta di largo Orbassano, nella zona nord della città.

Giovane, anche la committente. Tratto distintivo dell’alloggio è la vista, senza ostacoli, che dal salotto e dalla camera da letto si apre verso la corona delle Alpi: visuale che, grazie a una doppia apertura parallela che attraversa il corridoio, è stata estesa, dopo il recupero, anche agli ambienti della cucina.

«Il primo concetto su cui ho lavorato – racconta il progettista, che per integrare il proprio approccio con un tocco femminile ha coinvolto nel lavoro la sorella Elisa, architetto – è stato quello di creare uno spazio del tutto permeabile, stravolgendo l’impianto iniziale dell’alloggio e scambiando cucina e bagno. Gli ambienti oggi dialogano fra loro, si compongono e si scompongono, a seconda di come vengono utilizzati e non presentano cesure.

L’ingresso, scandito da 4 aperture simmetriche, si conclude con due vetri a specchio, che proiettano verso lo spazio guardaroba, ingrandendo i volumi. La zona notte è stata racchiusa all’interno di una struttura a baldacchino, rimovibile all’occorrenza e separata dalla sala attraverso l’uso di tende.

Di qui, muovendosi su un unico fascione, definito dall’uso del parquet, è possibile spostarsi verso la cabina armadio e il bagno, anche a piedi scalzi».

 

All’architetto è stato affidato, oltre allo sviluppo del progetto, anche il compito di arredare gli spazi, che si ispirano – per scelta esplicita della committente – a uno stile vintage e post-industriale.

«Occorreva sfruttare al meglio la poca metratura disponibile – spiega ancora Primavera – e preservare il concetto della convivialità, all’interno di stanze che, a rigore, riescono a malapena a essere funzionali. Per questo, ogni dettaglio è stato oggetto di un attento studio ed è stato realizzato su misura».

La cucina, caratte- rizzata dall’inserimento di un bancone che sfrutta la lunghezza, è stata arredata con un tavolo su misura che, in assenza di ospiti, diventa un secondo bancone, quasi una consolle.

Il divano, un blocco centrale e tondeggiante, si scompone in quattro poltrone per altrettanti visitatori.

Ultimo dettaglio: nell’alloggio sono presenti i gatti della proprietaria.

«Inquilini importanti – conclude Primavera -, che hanno determinato la scelta di tessuti in microfibra, resistente ai graffi, per il rivestimento di tende e sofà».

 

 

 

A cura di MARIA CHIARA VOCI

foto di ROBERTA SASSONE e ANDREA REVELLO