A Gavi, dieci cantine piemontesi si uniscono per un grande vino


In Piemonte, dieci aziende produttrici del vino Gavi, diverse per dimensione e anzianità, hanno creato l’associazione Golden Gavi e un itinerario turistico-enologico, il cui motto è ”Dalla Terra al Bicchiere” con il logo che simboleggia un grappolo dorato con dieci acini, quante sono le Aziende: Biné, Castellari Bergaglio, Fontanassa, Il Poggio, Giustiniana Antica Tenuta, La Bollina, La Chiara, La Mesma, Marchese Luca Spinola, Tenuta San Pietro. L’idea vincente: promuovere storia, cultura, paesaggio e gusto di un “terroir” poco noto. Il risultato: un percorso enologico-cultural-naturalistico, inaugurato ai primi di maggio che congiunge le aziende. L’itinerario: 30 chilometri attraverso boschi e colline nella valle del fiume Lemme, percorribili, anche solo parzialmente, in mountain bike o a piedi con bicchiere al seguito per piacevoli degustazioni in azienda.

Grande bianco da invecchiamento, il vino Gavi esprime varietà di gusti e profumi a partire da due anni dalla messa in bottiglia. Va servito a 10-12° con primi piatti di pasta e risotti di pesce. Perfetto con carni bianche, grazie alle possibilità di migliorare nel tempo, sostiene il confronto anche con sapori intensi, come il sapido pesto e i piatti di pesce al pomodoro, compresi brodetti e cozze alla marinara. Imperdibile, poi, l’unione con il raviolo, altra gloria locale, a volte proposto in profumato brodo di Gavi. A tutela di entrambi, è stato istituito nel 1973 l’Ordine dei Cavalieri del Raviolo e del Cortese di Gavi, con tanto di statuto, mantelli bianchi e rossi e collare dorato per i Confratelli. A unire i produttori c’è la volontà di promuovere e tutelare il vitigno autoctono del Gavi, il Cortese, fra i più prestigiosi e nobili del nostro patrimonio enologico e il territorio intorno. Poco conosciuto ma ricco di sorprese. “Nella produzione abbiamo puntato ad esaltare le diverse peculiarità delle terre rosse e delle terre bianche che si concretizzano in vini dalle diverse gamme espressive”, sottolinea Enrico Tomalino, Presidente di Golden Gavi e direttore della Tenuta La Giustiniana, della famiglia di imprenditori savonesi Lombardini.

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La zona fra Parodi Ligure e Serravalle Scrivia, Gavi e Novi Ligure, dove il vino Gavi viene prodotto in circa 1.400 ettari, distribuiti fra 11 comuni e vinificato in purezza. E’ considerato, per complessità di gusto, eleganza di struttura e capacità di lungo invecchiamento, il contraltare bianco del limitrofo Barolo, Dop dal 1974 e Docg del 1998. La vocazione enoica del territorio è documentata già nel 1071 e la denominazione cortese risale al 1659. Il vino Gavi appartiene a un Piemonte dai sapori e profumi di Liguria. Di quei venti salini e frizzanti che arrivano alle vigne da un mare appena dietro il crinale delle colline boscose. Terre di confine e di passaggio, di ricchi traffici protetti dal massiccio Forte cinquecentesco di Gavi. Da visitare assieme, a Novi Ligure, al Museo dei Campionissimi dedicato a Fausto Coppi e Costante Girardengo, cresciuti e abituati ad allenarsi fra queste colline. La zona, dopo essere appartenuta per secoli alla “Superba”, passa alla provincia di Alessandria con l’Unità d’Italia. Sono, infatti, i banchieri, imprenditori e armatori liguri, dai Giustiniani ai Doria, agli Spinola, a costruire qui fra i vigneti, da Novi Ligure a Gavi a partire dal XVII secolo, castelli e ville per la villeggiatura.

Intorno, lungo il fiume Lemme, grandi spazi naturali, centri storici ricchi di cultura sfuggiti al turismo di massa. L’itinerario alla scoperta del “Cortese” offre inattese suggestioni: come la via delle ville. Fra radure e boschetti appaiono le antiche residenze seminascoste dal fitto dei parchi. Il francese Luigi Oudard, enologo del conte di Cavour che ne esigeva la presenza quotidiana a tavola di Cavour, lo utilizzerà come molti altri per la spumantizzazione e, da 150 anni, il Gavi è alla base dei più interessanti spumanti italiani realizzati con il “metodo classico. La scelta di farne vino bianco che, con i migliori rossi, condivide le potenzialità di invecchiamento, risale all’inizio del Novecento. Oltre alla sosta nelle Aziende del circuito, tanti sono i luoghi che meritano una sosta. Novi Ligure con un centro storico racchiuso fra le antiche mura e antichi palazzi dalle facciate dipinte in stile ligure e l’Oratorio della Maddalena con il Calvario, una preziosa serie di sculture in legno policromo. Nella suggestiva e appartata Val Borbera, natura e panorami emozionanti e un formaggio, il Montèbore, che da solo merita una deviazione.

Alberghi a Gavi

Villa La Bollina: Via Monterotondo 58, Serravalle Scrivia (AL) Tel. 0143.61984 www.hotelvillalabollina.com
Azienda Agricola Il Poggio: Frazione Rovereto – Gavi (AL) Tel. 0143.682081 – 338.3970590 www.ilpoggiodigavi.com
Piccolo Hotel: Piazza Martiri della Benedicta Gavi (AL) Tel. 0143.643485

Ristoranti a Gavi

Le Cantine del Gavi: Via Mameli 69 – Gavi (AL) Tel. 0143.642458 www.ristorantecantinedelgavi.it
Ristorante Belvedere: Loc. Pessinate, Cantalupo Ligure in Val Borbera (AL) Tel. 0143.93138

Dove acquistare  a Gavi

Antico Caffè del Moro: Via Mameli 41 Tel. 0143.642648. Sintesi delle cantine gavesi e amaretti, baci di dama
Macelleria Bertell: Via Mameli 23, Gavi (AL) Tel. 0143.642627. Particolarmente gustosa è la ‘testa in cassetta’ (sopra), una sorta di salame con parti di bovino. Presidio Slow Food di Gavi, con altri salumi e carni locali.

di Picci Manzari

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