Appartamento a Roma: l’anima di Piazza di Spagna


Anche vuota era già bella,” spiega a Ville&Casali l’architetto Stefano Dorata, che recentemente ristrutturato completamente un appartamento a Roma in un palazzo del Seicento che fa angolo tra via del Babuino e la celebre Piazza di Spagna, dove proprio nel 1629 Pietro Bernini collocò la Barcaccia, una fontana commissionatagli due anni prima da papa Urbano VIII, così chiamata forse perché le esondazioni frequenti del Tevere avevano trascinato una barca ai piedi della chiesa di Trinità dei Monti, allora non collegata con i celebri gradini.

La vista spettacolare, che si può godere dalle finestre, come dal terrazzo esterno di questo appartamento, hanno profondamente ispirato l’architetto e interior designer romano, che ha voluto enfatizzare il dialogo con la Piazza e quel mondo cosmopolita e multicolore che ogni giorno la anima.

Per esempio, il travertino, usato per i due camini da lui disegnati e realizzati dalla ditta Damiani di Roma, è la stessa qualità di marmo usato dal Bernini per la celebre fontana.

Alla sfilata di cinque finestre sulla piazza e due sulla via del Babuino”, racconta l’architetto Dorata, “faceva da contrasto una brutale ristrutturazione degli anni Ottanta, con una serie di stanze scollegate e un solaio occultato dal cartongesso”.

 

L’idea fu quindi quella di mettere ordine per creare una sequenza di spazi e di arredamento che potesse valorizzare la vista sulla piazza, su Trinità dei Monti e la colonna dell’Immacolata.

La storia dell’appartamento a Roma

Inoltre”, aggiunge l’architetto, “occorreva trovare la storia della casa, come la struttura del solaio che abbiamo sbiancato, e conferire un sentimento di contemporaneità”.

L’ordine e l’emozione della semplicità è la cifra psicologica, oltre che estetica, che caratterizza da sempre i progetti dell’architetto e interior designer romano.

Il dialogo con la Piazza parte dal living, dove è stato incardinato un camino in travertino tra due finestre, che mettono in risalto il quadro bianco su bianco di Vincenzo Zagaroli, ma rappresentano due decori laterali ed equidistanti e, se si vuole, due “orecchi” che raccolgono lo stupore dei turisti che giungono ogni giorno da ogni parte del mondo.

Stesso concetto per la sala da pranzo, dove un quadro astratto di Francesco Zurlini è stato collocato nella parete tra due finestre.

Dalla camera da letto si ha invece la sensazione di essere seduti sui celebri scalini di Trinità dei Monti e il camino in travertino romano richiama l’antistante Barcaccia.

In questa casa romana, come nelle abitazioni di Dorata, si confermano le proporzioni auree dell’assialità, simmetria e prospettiva, che comunicano un senso di equilibrio essenziale per vivere in maniera confortevole e moderna.

Non meno ricercata la scelta dei materiali, a partire dal parquet di rovere posato alla francese della ditta I Vassalletti di Firenze, la cucina moderna e funzionale disegnata dall’architetto e costruita da un artigiano locale, i divani realizzati dal tappezziere Falcone di Roma, il tavolo in alluminio, le sedie del tavolo da pranzo (un articolo vintage) e le lampade tutte progettate da Stefano Dorata.

La casa è abitata da una giovane coppia con una bambina.

 

 

 

A cura di EMILIO MORETTI

Foto di GIORGIO BARONI

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