Vivere a Marettimo: respirare il Mediterraneo


A Marettimo, un personaggio da conoscere è Giovanni, il proprietario del Bar la Scaletta, un locale a un centinaio di metri dal porto, che in verità funge da ristorante e può vantare una rinomata pasticceria. Ci racconta che un’estate ha rifiutato a malincuore di accogliere il grande regista Steven Spielberg, perché il suo ristorante, che ha una magnifica vista sul Porto Nuovo, era tutto prenotato.

MarettimoSoggiornare a Marettimo

L’isola dispone di un unico grande residence, un vero resort, molto bello ed immerso nel verde, a poche centinaia di metri dal porto, dal quale si gode un panorama mozzafiato sulle isole Egadi. L’isola può contare anche su qualche bed&breakfast e diverse case in affitto, ma non può accogliere molti turisti. È un’isola esclusiva, dove hanno casa il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri e molti professionisti palermitani, romani e bolognesi. Anche Calisto Tanzi ha investito nell’isola, ma le sue speculazioni immobiliari sono state subito bloccate. Costruire sull’isola è infatti una missione impossibile (vedi il mercato immobiliare).

Amata dagli stranieri

Marettimo“L’isola è frequentata da inglesi, svizzeri e nord europei da maggio a settembre, tranne ad agosto quando arrivano in massa gli italiani.

Un mese molto bello è luglio”, ci dice Giuseppe Bevilacqua, attivo organizzatore della festa di San Giuseppe, il patrono dell’isola (quando tutti i marettimari si ricongiungono, anche in videoconferenza, con la comunità di Monterey in California).

Il silenzio della vita vera

Marettimo è per molti mesi dell’anno un’isola silenziosa. E sempre molto pulita. Non c’è molto per divertirsi (ma si può avere la fortuna di ascoltare, anche fuori stagione, l’ottima musica del trombettista Alberto Anguzza). L’isola è, inoltre, molto sicura. “La gente lascia le chiavi appese alla porta”, ci dicono molti residenti. Tutti si danno del tu e se si arriva con una persona del luogo o conosciuta si viene immediatamente accolti come un vecchio amico. Naturalmente la vita è un po’ cara, anche perché l’isola dipende dalla Sicilia per qualsiasi rifornimento.

MarettimoL’agricoltura, per esempio, è stata quasi del tutto abbandonata e perfino gli ortaggi vengono importati. “Anche se alcuni giovani si stanno organizzando per coltivare di nuovo la terra”, ci dice Vito Vaccaro, fondatore della CSRT di Marettimo, un’attiva associazione culturale. È lui che ci ricorda che, secondo lo storico inglese Samuel Butler, Marettimo è l’Itaca di Ulisse. Il professor Butler, che giunse a queste conclusioni nel suo libro “The Authoress of Odyssey”, nel 1897, oggi è ricordato da una targa presso la sede del Museo del Mare, ove sono custoditi gli antichi attrezzi usati dai pescatori, accompagnati da fotografie e documentari che raccontano la storia degli isolani che, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, furono costretti ad emigrare. Un luogo da visitare è il Castello di Punta Troia.

È la sede del Museo delle Carceri e dell’Osservatorio “Foca Monaca” dell’Area Marina Protetta. Le origini del castello risalgono al periodo saraceno. Marettimo, infatti, è ricca di storia, natura, tradizioni e gastronomia. Lo storico Polibio la chiamò in greco Hierà Nèsos, l’Isola Sacra.

 

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Abbiamo dedicato a quest’isola meravigliosa un ampio articolo pubblicato sul numero di dicembre del nostro giornale. Se te lo sei perso, puoi recuperarlo scaricando la App e leggendolo sul giornale digitale, basta andare a questo collegamento, dove troverai le informazioni sull’ultimo numero di Ville&Casali e i link per le diverse App per il tuo dispositivo.

 

 

 

 

 

A cura di ENRICO MORELLI

foto di SIMONE APRILE

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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