Villa sul mare: innovazione sulle coste dell’Uruguay


Se c’è una villa sul mare, precisamente sulle coste dell’Uruguay, che contraddistingue la personalità dei proprietari è quella di Juan e Magdalena. Ogni cosa mostra lo stile elegante che desiderano esprimere.

Spesso si dice che i vicini non si possono scegliere. Bene, cosa succede, se invece ci si riesce? Quando l’architetto ed artista Juan Bautista “Pachi” Firpo e sua moglie, Magdalena Giuria, hanno scoperto una tenuta di 500 ettari sulla costa dell’Uruguay hanno deciso di mettere insieme le proprie risorse con quelle di nove amici e l’hanno acquistata. Patchi, architetto ed artista ha 77 anni, la moglie Magdalena ne ha 68 e dirige un’agenzia immobiliare, vivono con due figlie di 38 e 44 anni, Mili e Mariana, quattro cani e cinque gatti. La villa sul mare in cui vivono è di 800 mq.

villa sul mareL’architetto argentino Juan Bautista “Pachi” Firpo non si arresta di fronte a un progetto innovativo, qualunque sia il motivo. Nei primi anni della sua lunga e fruttuosa carriera ha vinto un buon numero di premi di architettura solo per aver disegnato diversi teatri, palazzi e case private nel suo paese natale come anche in Brasile, Uruguay, Italia e Grecia. Ha perfino progettato un tunnel a Buenos Aires, prima di rivolgere l’attenzione alla scultura e alla pittura, negli anni più recenti. Ma quando lui e sua moglie Magdalena Giuria si sono imbattuti in un territorio incontaminato di 500 ettari sulla costa dell’Uruguay ciò che li ha maggiormente attratti è stata la natura selvaggia di questa enorme zona vicino all’Oceano.

“Possedevamo una villa sul mare lì vicino” racconta Patchi a Ville&Casali, “quando abbiamo appreso che questo posto era in vendita. Siamo andati a vederlo e ce ne siamo subito innamorati. La cosa che ci sembrava più interessante era la possibilità di preservare molto della bellezza naturale di questo pezzo di terra e di progettare una costruzione che avrebbe potuto vivere in armonia con il suo ambiente”.

La proprietà, ora denominata Carolina, era troppo vasta, ma subito fu ideata una soluzione. “Ci rendemmo conto che questo posto era perfetto per creare una specie di comunità e così invitai nove amici a unirsi con noi nell’acquisto della tenuta. Una volta acquistata la terra, abbiamo deciso di dividerla in piccole chacras maritimas, indicando il fiume che scorre attraverso la Carolina come confine naturale tra i nostri lotti”.

Una villa sul mare ispirata da Parigi

Nel 2000, quando Pachi e Magdalena scoprirono la Carolina, sia i residenti sia gli stranieri si riversavano sulla costa uruguayana. Erano attratti dalla magia dell’Oceano Atlantico, per toccare le sue spiagge di sabbia bianca e così si insediavano nelle regioni della costa. Ma mentre molti sembravano ispirarsi all’architettura continentale, Patchi andò a Parigi.

“I francesi sanno come apprezzare la bellezza e, ancora più importante, come creare un’armonia tra il paesaggio e le costruzioni”, egli racconta.

Patchi era ispirato dal modo in cui molti palazzi parigini erano costruiti intorno a cortili interni e come piccoli fazzoletti di natura nascosta possono essere trovati nella capitale francese.

E, infatti, aggiunge: “I palazzi francesi, in particolare il modo in cui sono costruiti intorno a un cortile centrale, divennero la mia fonte di ispirazione per la progettazione della villa sul mare e me ne sono ricordato quando ho disegnato i diversi componenti: la parte centrale dell’edificio, la zona per gli ospiti, il cortile interno, la piscina, la terrazza coperta e lo studio”.

Quando cominciò la costruzione delle fondamenta, gli operai portarono alla luce punte di freccia e boleadoras, un tipo di arma mobile fatta di pesi agganciati a funi collegate, utilizzata dagli indigeni, il popolo Charrùa per catturare gli animali. Considerate le tracce degli antichi insediamenti la coppia decise di chiamare la futura abitazione Monte Indio, montagna indiana.

Confondersi e distinguersi

Patchi, Magdalena e i loro figli abitano a Monte Indio da 15 anni.

“Quando la casa fu costruita, eravamo convinti di abitarvi tutto l’anno ma ancora dividiamo il nostro tempo tra Buenos Aires e Punta del Este”, racconta Magdalena. “Ma anche dopo tutto questo tempo, sono felice quando veniamo qui. È un tale cambiamento rispetto alla città, ed io apprezzo il contatto stretto con la natura di cui possiamo godere ogni giorno”.

Il tempo trascorso dalla costruzione, avvenuta nel 2000, sembra sia stato necessario secondo la visione di Patchi perché la casa si materializzasse. Le piante rampicanti acclimatate ora coprono i muri, i corridoi in legno e la pagoda sulla spiaggia si sono acclimatati alla perfezione, permettendo a queste strutture di armonizzarsi con la natura circostante.

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Ma mentre l’esterno di Monte Indio non è stato mai pensato per essere invadente, Patchi ha scoperto la sua creatività senza confini all’interno. Gli arredi contemporanei, eclettici, portano tutti la sua nota di allegria e le sue creazioni colorate – dai dipinti alle sculture – colpiscono l’occhio da qualsiasi parte li si guardi. Molti mobili sono fatti su misura, disegnati da Patchi e realizzati da un operaio che ha anche costruito la casa. Tuttavia, malgrado la combinazione di arredi ed i colori forti che rimbalzano dalle pareti bianche e nuove, nulla può distrarre l’osservatore per molto tempo dal mare color cobalto che richiama l’attenzione attraverso le numerose finestre.

“Non ci stanchiamo mai della veduta dell’Oceano e il giardino d’inverno è uno dei luoghi migliori della casa per poterla godere”. 

Vicini amici

Monte Indio è stata la quinta casa che Patchi ha costruito per sé e la sua famiglia ma la prima dove è riuscito a scegliersi i vicini. “Ha funzionato tutto a meraviglia e non abbiamo assolutamente rimpianti. Ed anche se non trascorriamo molto tempo con i nostri vicini, è sicuramente bello avere amici intorno”, conclude Patchi prima di ritirarsi nel suo studio per seguire una nuova opera.

Per maggiori informazioni sui lavori di Juan Bautista “Pachi” Firpo visitate il suo sito ufficiale.

 

 

 

Testi di CHANTAL HINTZE

Foto di EUGENIA DANERI

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