Il re-styling della Townhouse a San Francisco


La città di San Francisco può essere considerata architettonicamente come tra le più romantiche e ricche città degli Stati Uniti. La contea di San Francisco è una penisola bagnata a ovest dalle acque dell’Oceano Pacifico e a est dalle acque della Baia di San Francisco. Due ponti collegano il resto della città alla Baia, tra cui il famoso Golden Gate Bridge. L’area metropolitana si sviluppa su un terreno collinare che comprende più di 50 colli da cui prendono nome i quartieri. A “Mission District” si trova questa Townhouse dei primi del ‘900 ristrutturata dall’architetto Todd Davis e curata negli interni dallo studio Sara Story di New York. I proprietari Brian Garret e Stephen Fronk spiegano a Ville&Casali:

Eravamo da tempo alla ricerca di una proprietà e quando ci fu proposto di visitare quella che poi sarebbe diventata la nostra casa ci sentimmo subito coinvolti: tutto sembrava perfetto, il quartiere, la posizione, le dimensioni e soprattutto lo stile.

L’immobile si trova in Liberty Street, nella parte sud del quartiere Mission District. Un occhio attento osserverebbe la differenza tra le case su entrambi i lati della strada. A sud si notano le di case in stile Vittoriano, mentre a nord case maestose in stile Edoardiano. Questo evidente e diverso stile architettonico fu originato dal violento terremoto del 1906 che distrusse e incendiò quasi il 70% degli edifici della città. Oltre un secolo dopo, rispettando la struttura sopravvissuta al disastro e i dettagli del periodo Vittoriano, con l’aiuto dell’architetto Todd Davis e la consulenza dell’interior designer Sara Story i proprietari si sono impegnati in un processo di re-stilyng che è durato quasi due anni. Dopo aver ottenuto i necessari permessi di autorizzazione è stato apportato un ampliamento al secondo piano, che comprendeva una estensione della zona cucina, incorporando quello che un tempo era il portico della lavanderia e della zona tecnica, riadattando la metratura, riuscendo a ricavare con l’estensione la family room. Brian e Stephen aggiungono:

La zona cucina, con l’annessa family room, è il cuore pulsante del nostro quotidiano. Uno spazio accogliente e funzionale che ci permette di godere al meglio delle nostre abitudini. Una sorta di spazio “Camaleonte” che con l’utilizzo delle porte a scomparsa a seconda delle esigenze si può vivere come angolo ufficio, camera degli ospiti o estensione della zona cucina. Come di consuetudine, in questo tipo di costruzioni, questa zona si trova sul lato interno e nel nostro caso esposto a nord, per meglio sfruttare la luce esterna. Durante i lavori l’architetto Todd Davis ha deciso di ampliare le grandi finestre che affacciano sul cortile, una scelta che abbiamo condiviso appieno. Per meglio sfruttare la luminosità degli ambienti, le finestre esternamente sono state incorniciate da fogli di acciaio perforato, che con i riflessi creano luminosi effetti di luce striati e rendono i due ambienti ariosi e luminosi.

 

Per la zona living e la zona pranzo le pareti e il pavimento in legno sono stati rifiniti con un tenue color grigio che con le sue sfumature aumenta e affievolisce i contrasti di luce durante le ore della giornata. Sara Story ha arricchito gli ambienti puntando su una scelta di elementi decorativi e glamour. Mobili dal taglio decisamente maschile si affiancano a importanti complementi e oggetti vintage scelti con cura e attenzione.

I tavolini bassi di Paul Frankl del 1950 ai lati del divano, come la lampada da tavolo “Control Lamp” di Mitchell Bobrick del 1949, si sposano perfettamente con il coffee-table danese del 1950 in palissandro con piano laminato e supporti in ottone dell’epoca. Il divano progettato su misura da Sara Story veste perfettamente con il tappeto tibetano in seta “Tracery”, disegnato e prodotto da Kelly Wearstler. A seguire, nella zona pranzo due poltroncine e quattro sedie vintage di Giò Ponti ruotano attorno al tavolo “Vleiger” con base in pergamena bianca e gambe laccate in nero opaco.

Al centro della sala il lampadario “Sunburst” di Tony Duquette del 1970. Nella zona cucina la designer Sara Story per rendere le aree più coese ha utilizzato lo stesso marmo per l’isola della cucina e l’area di lavoro della stanza adiacente. Al centro dell’isola due lampadari rotondi in nickel e vetro fumé acquistati dal rinomato store di Jhon Salibello Antiques di New York. I due sgabelli Bertoia, insieme alla cappa e al piano fornelli in acciaio, mescolano lo stile dell’ambiente cucina. Al secondo piano la camera da letto padronale è stata caratterizzata da un energico colpo di colore: alle spalle del letto un wall paper verde di “Casamance” rivitalizza la tavolozza dei colori della camera altrimenti dai toni sommessi.

Ai lati del letto due comodini di Henry Probber degli anni ’50 con finitura in mogano e ripiani in marmo bianco al quarzo. La testiera personalizzata è stata disegnata da Sara Story. Al centro della camera lampadario di Gerald Thurston degli anni ’50 acquistato a New York. Gli spazi esterni sono due altre caratteristiche di questa accogliente Townhouse. Il cortile con le grandi querce, come la terrazza in open air sono spazi esterni congeniali, studiati per le differenti stagioni e occasioni di vivere all’aperto. Brian Garret conclude:

Forse potrà sembrare ripetitivo, ma ci piace tutto di questa casa, ogni spazio copre esigenze diverse e tutto è stato studiato nel modo e nello stile che a noi piace. Inoltre, l’aver coinvolto Sara Story in questo progetto è stato per noi una garanzia sin dall’inizio. Conosco Sara sin dai tempi della SF’s Academy of Art University, vivevamo insieme come studenti, e la lunga amicizia che coltiviamo ha sicuramente contribuito a rendere tutto più fluido. Inoltre la sua esperienza e anche la nostra fiducia sono stati il perfetto connubio, che ci rende orgogliosi e felici dell’investimento fatto e soprattutto del nostro vivere in un nuovo spazio, tagliato e pensato su misura per i nostri gusti, aspettative ed esigenze.

 

Di Robert Paulo Prall

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