Semplicità in campagna


Semplicità. E’ la prima parola che viene in mente per definire questo casale, abitato da una coppia di canadesi, che si trova in Umbria, non lontano da Umbertide. Rigoroso nella disposizione degli arredi e nella scelta dei colori, il casale, una delle creazioni più riuscite dell’architetto Giovanna Signorini, dello studio Signorini Associati, ha una natura ambivalente: infatti, se da un lato è vero che vive di vita propria, isolandosi, dall’altro bisogna ammettere che gioca continuamente sull’integrazione con il paesaggio circostante, che pare addirittura assorbire la severa natura dell’Umbria catturata dalle grandi finestre. Queste paiono trasformarsi in cornici fuori misura che inquadrano luci, cromie e atmosfere tipiche di una vegetazione situata ai confini di un bosco di roverella e di lecci, riprese nelle tonalità usate all’interno.

Tutta l’area su cui insiste la proprietà, formata oltre che dal casale principale anche da un annesso, è sottoposta a vincolo paesaggistico tanto che, per l’intervento di ristrutturazione, l’architetto Signorini ha dovuto rispettare le caratteristiche ambientali del luogo e conservare il carattere storico risalente all’Ottocento.

Anche se di ampie proporzioni, il restauro è stato quindi attento e rispettoso. Così, i vecchi muri di pietra e le tegole del soffitto sono stati ripristinati e valorizzati, mentre, per i pavimenti, è stato scelto il cotto fornito dalla fornace Maestri del Cotto, per la zona giorno, e il parquet con doghe in legno di quercia e rovere, per la zona notte (dell’azienda Salis). Degli interni originali era rimasto poco e questo ha consentito alla progettista di ricavare dai circa 160 metri quadri di superficie interna dell’edificio principale spazi ampi e fluidi.

La distribuzione degli ambienti è stata realizzata creando un’area centrale costituita da un ampio soggiorno con camino in pietra serena, comunicante con la cucina. Dalla stessa cucina si può bere un caffè ipnotizzati dall’azzurro della piscina oppure guardando di là, verso il soggiorno. Perché dalla parete in muratura è stata ricavata una fessura incorniciata che mette in comunicazione visiva i due ambienti. Oltre a questo, sono stati eliminati i pannelli di legno che rivestivano le pareti, mentre i muri di pietra e le travi sul soffitto hanno acquistato valenza decorativa. I divani, le poltrone e i tendaggi si stagliano decisi dentro l’antico involucro ottocentesco, fornendo, nello stesso tempo, la sensazione di continuità con l’ambiente esterno.

All’esterno, tramite una scala racchiusa tra due muri di pietra, si accede all’ampio spazio dedicato al solarium e alla piscina, con bordo a sfioro, che si trova in posizione baricentrica rispetto all’annesso e al casale principale.